Nuovo appuntamento con la rubrica L'altro violino
Succedono cose strane nel mondo e l’Italia non si sottrae certo a questa tendenza. Ha fatto notizia, nei giorni scorsi, il caso del tenore multato dai vigili a Firenze mentre cantava “Nessun dorma” sul Ponte Vecchio, perché non aveva pagato gli oneri per l’occupazione di suolo pubblico, raccogliendo la solidarietà di turisti e passanti che si erano appassionati alla sua esibizione. È ovvio che la legge debba essere uguale per tutti, e ben lo sanno quanti pagano tasse salate alle amministrazioni pubbliche per organizzare manifestazioni musicali (e non) all’aperto, tuttavia esiste anche la nobile tradizione dei cosiddetti artisti di strada, i buskers, che da sempre intrattengono la gente nel cuore delle città - Ferrara ha per esempio dedicato un festival a questa pratica - accontentandosi al massimo di un’offerta. In ogni modo il paradosso fiorentino accadeva nelle stesse ore in cui il canto lirico italiano veniva riconosciuto dall’Unesco quale patrimonio immateriale dell’umanità, prestigiosa istituzione di cui tra l’altro fa parte anche il saper fare liutario che con Cremona ha molto a che fare. Va da sé che anche questo ultimo riconoscimento debba far gonfiare il petto di orgoglio alla nostra città, visto che l’inventore - termine usato per banalizzare il concetto ma che rende l’idea - del melodramma è generalmente considerato il cremonese Claudio Monteverdi,...
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Roberto Codazzi

