Il nuovo libro dell'autore cremonese Stefano Scrima
Ogni volta che la lampadina della sua creatività si accende, Stefano Scrima non manca d’illuminare i lettori attraverso la sua vasta cultura e le sue felicissime intuizioni. La musica, una volta ancora, torna a essere protagonista assoluta della scena: con “Filosofia del walkman” (un’appassionante opera pubblicata da “Il Melangolo”), infatti, l’autore ci accompagna indietro nel tempo raccontando, con quella brillantezza che è ormai divenuta una sorta di suo “marchio di fabbrica”, il cambiamento radicale dei gusti e delle abitudini di un’intera società.
Concentriamoci sul focus del libro. Il filo rosso che lo attraversa e che ha dato avvio alla messa in atto del progetto, in sintesi, qual è?
«La “miccia” che mi ha spinto a scrivere un libro relativo al walkman è stato “scoprire” la sua data di nascita: il 1979, un anno cruciale per l’Occidente e per il mondo intero. Un anno simbolo del cambiamento che ha trasformato la società: il 1979 è l’anno in cui si inizia a incarnare nelle strategie economico-politiche il neoliberismo, l’anno in cui al fordismo si affianca definitivamente il postfordismo, l’anno in cui Jean-François Lyotard dà alle stampe “La condizione postmoderna”, l’anno in cui la vitalità del punk lascia la strada alla disillusione del post punk (da una parte) e al trionfo del pop universalistico (dall’altra)....
Concentriamoci sul focus del libro. Il filo rosso che lo attraversa e che ha dato avvio alla messa in atto del progetto, in sintesi, qual è?
«La “miccia” che mi ha spinto a scrivere un libro relativo al walkman è stato “scoprire” la sua data di nascita: il 1979, un anno cruciale per l’Occidente e per il mondo intero. Un anno simbolo del cambiamento che ha trasformato la società: il 1979 è l’anno in cui si inizia a incarnare nelle strategie economico-politiche il neoliberismo, l’anno in cui al fordismo si affianca definitivamente il postfordismo, l’anno in cui Jean-François Lyotard dà alle stampe “La condizione postmoderna”, l’anno in cui la vitalità del punk lascia la strada alla disillusione del post punk (da una parte) e al trionfo del pop universalistico (dall’altra)....
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Fabio Canesi

