Nuovo appuntamento con la rubrica L'altro Violino
“Non c’è più il ceto medio”, da tempo nel nostro paese circola come un mantra questa frase che rappresenta una drammatica realtà. E se fino a una trentina di anni fa lo stipendio di un lavoratore del pubblico impiego, per fare un esempio, consentiva a una famiglia di pagarsi il mutuo sulla casa, di far studiare i figli e magari di fare qualche progetto sul futuro, oggi si arriva con difficoltà a fine mese. Questa situazione è addirittura più tragica per gli artisti e i lavoratori dello spettacolo, dove la forbice si è ancora più ampliata. Pensiamo all’arte contemporanea, dove al vertice ci sono artisti come Bansky, Hirts, Koons, Kapur e Cattelan - giusto per citare anche un italiano - le cui opere viaggiano a decine di milioni di dollari o euro, mentre sotto c’è il baratro, nel senso che ci sono giovani artisti che non riescono nemmeno a perseguire il loro sogno e sono costretti a cambiare mestiere....
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Roberto Codazzi

