Nuovo libro di poesie per Luisa Trimarchi
Dando prova dell’abituale fantasia di scrittura, Luisa Trimarchi riannoda il robusto filo che la lega all’àmbito poetico e si rende protagonista di un’opera - fresca di stampa, proposta nel catalogo de “Il Convivio Editore” - su cui l’occhio attento di ciascun lettore non può che soffermarsi. È una poesia che scava solchi profondi nell’anima, quella di Luisa: tra le pagine de “Nel nome del padre (fantasmi di famiglia)”, l’autrice - cremonese d’adozione, da anni apprezzata docente di Letteratura - sceglie d’affrontare temi ben radicati dentro di sé (l’imperscrutabile rapporto tra la vita e la morte, anzitutto) mettendosi a nudo, senza “filtri” né paure di sorta. Ne scaturisce un’appassionante carrellata di componimenti grazie ai quali ognuno di noi - a seconda delle proprie predisposizioni e del proprio pensiero - può trovare davvero un’irrinunciabile occasione di riflessione.
Il testo presenta sulla copertina la riproduzione di un’opera in rame a firma di suo padre (Ennio) dal titolo “Fantasmi”, risalente al 1995. Quant’è rilevante la presenza di quest’uomo fra le righe delle sue poesie?
«Direi che la sua è una presenza essenziale. La raccolta di poesie già da anni versava in una fase, per così dire, “embrionale”: mancava, tuttavia, qualcosa che le permettesse di trovare la sua compiutezza in maniera definitiva. Ciò è accaduto nei mesi passati, quando mio padre è venuto a mancare all’improvviso lasciando dentro di me un profondo senso di vuoto. Tutto questo, però, mi ha offerto il destro per meditare circa il rapporto che, nel corso degli anni, tra me e la mia famiglia è venuto a determinarsi...
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Fabio Canesi

