Memorie da condividere - Diego Maestri: «Andare avanti senza scordarsi del passato»

Nel cuore del piccolo paese di Isola Dovarese, Diego Maestri ha fatto della sua passione un ponte tra passato, presente e futuro. Si definisce un “accumulatore seriale”, ma il suo non è semplice collezionismo: è il desiderio di custodire dei ricordi e dare voce agli oggetti che hanno segnato intere generazioni. Giochi vintage, cimeli calcistici, attrezzi agricoli, motociclette degli anni ‘80 e ‘90 e innumerevoli altri frammenti di storia riempiono il suo spazio. Oggi, con il supporto di chi condivide il suo sogno, vuole fare un passo in più: trasformare la sua collezione in un museo aperto a tutti, un luogo dove non solo esporre il frutto di anni di ricerca, ma anche condividere emozioni, aneddoti e memorie con gli altri. Diego mi ha raccontato con entusiasmo la sua passione e con speranza i suoi progetti per il futuro, primo tra tutti quello di fare beneficenza, trasmettendo il suo impegno e la voglia di far conoscere il suo piccolo grande mondo.
Da cosa è nata la sua passione per il collezionismo? E cosa colleziona?
«Ho iniziato a sette anni ad accumulare tutto ciò che mi appassionava: dalle gomme della Barilla alle riviste in cui erano presenti i poster di Maradona, uno dei miei più grandi idoli. Crescendo, questa passione mi ha sempre affiancato: conservavo in previsione del futuro, nella speranza di avere un giorno una stanza in cui riporre tutto. Da circa vent’anni ho anche iniziato ad acquistare le moto e a oggi ne ho circa una trentina. Questa passione è nata in giovane età, quando i miei genitori non mi hanno comprato il 125 che da ragazzino tanto desideravo. Colleziono poi gli attrezzi agricoli di mio padre, i giocattoli, le polaroid degli anni ‘80, alcuni cimeli sportivi, come la camicia autografata da Schumacher o il quadro con la firma di Pantani, strumenti musicali e molto altro». (...)
«Ho iniziato a sette anni ad accumulare tutto ciò che mi appassionava: dalle gomme della Barilla alle riviste in cui erano presenti i poster di Maradona, uno dei miei più grandi idoli. Crescendo, questa passione mi ha sempre affiancato: conservavo in previsione del futuro, nella speranza di avere un giorno una stanza in cui riporre tutto. Da circa vent’anni ho anche iniziato ad acquistare le moto e a oggi ne ho circa una trentina. Questa passione è nata in giovane età, quando i miei genitori non mi hanno comprato il 125 che da ragazzino tanto desideravo. Colleziono poi gli attrezzi agricoli di mio padre, i giocattoli, le polaroid degli anni ‘80, alcuni cimeli sportivi, come la camicia autografata da Schumacher o il quadro con la firma di Pantani, strumenti musicali e molto altro». (...)
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