"Dopo di noi". Intervista a Deborah Dazzi, coordinatrice degli educatori della cooperativa Agropolis: «Il nostro percorso è stato molto graduale ed è partito più di 10 anni fa»
Agropolis pensa, da anni, ad un progetto Dopo di noi. Le legge 112 è del 2016, ma già 3 anni prima la cooperativa aveva iniziato a sperimentare momenti di autonomia per le persone disabili. Lodovico Ghelfi, presidente di Agropolis fino all’anno scorso, nell’analizzare la legge sosteneva che era “senza gambe”, ovvero non prevedeva un adeguato finanziamento. «In effetti – riprende il concetto Deborah Dazzi, coordinatrice dei servizi educativi - un progetto Dopo di noi resta tra i nostri obiettivi, ma occorre che sia un progetto sostenibile. Volendo, potremmo ristrutturare un’altra parte della cascina e realizzare un appartamento, ma poi c’è il problema dei costi di gestione tra manutenzione e personale. La legge 112 non è mai stata modificata o integrata».
La questione è stata dunque ereditata da Maria Grazia Ventura, da giugno 2023 nuova presidente di Agropolis. Dice: «L’obiettivo è là in fondo, la volontà c’è e ci stiamo lavorando». Se il Dopo di noi resta un progetto che deve diventare sostenibile, il Durante noi è ormai una realtà consolidata. «Il nostro percorso è stato molto graduale - racconta Deborah Dazzi – ed è partito più di 10 anni fa, nel 2013, dopo la realizzazione di un appartamento in cascina, posto su due piani. Viene definito appartamento-palestra perché è un luogo di esercizio, dove i ragazzi esercitano le loro autonomie. All’inizio veniva utilizzato nei fine settimana, generalmente il sabato, nei quali i ragazzi tornavano in cascina e facevano attività domestiche come la pulizia della casa, la spesa e la preparazione del pranzo. Un’attività svolta in una fascia oraria diurna».
La questione è stata dunque ereditata da Maria Grazia Ventura, da giugno 2023 nuova presidente di Agropolis. Dice: «L’obiettivo è là in fondo, la volontà c’è e ci stiamo lavorando». Se il Dopo di noi resta un progetto che deve diventare sostenibile, il Durante noi è ormai una realtà consolidata. «Il nostro percorso è stato molto graduale - racconta Deborah Dazzi – ed è partito più di 10 anni fa, nel 2013, dopo la realizzazione di un appartamento in cascina, posto su due piani. Viene definito appartamento-palestra perché è un luogo di esercizio, dove i ragazzi esercitano le loro autonomie. All’inizio veniva utilizzato nei fine settimana, generalmente il sabato, nei quali i ragazzi tornavano in cascina e facevano attività domestiche come la pulizia della casa, la spesa e la preparazione del pranzo. Un’attività svolta in una fascia oraria diurna».
Un gruppo formato da quanti ragazzi?
«Erano in 5, 2 ragazzi e 3 ragazze, e sono sempre loro che stanno portando avanti l’esperienza, un micro gruppo. Con l’arrivo della legge sul Dopo di noi, l’appartamento è stato trasformato in modo da poter essere utilizzato anche di notte. Adesso i ragazzi si fermano 4 notti al mese, nel week end o durante la settimana, con un educatore che li affianca. Il progetto è stato vissuto con grande entusiasmo da parte delle persone. Proprio perché quelle che hanno frequentato (...)».
«Erano in 5, 2 ragazzi e 3 ragazze, e sono sempre loro che stanno portando avanti l’esperienza, un micro gruppo. Con l’arrivo della legge sul Dopo di noi, l’appartamento è stato trasformato in modo da poter essere utilizzato anche di notte. Adesso i ragazzi si fermano 4 notti al mese, nel week end o durante la settimana, con un educatore che li affianca. Il progetto è stato vissuto con grande entusiasmo da parte delle persone. Proprio perché quelle che hanno frequentato (...)».
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Paolo Carini

