Attualità

Turismo, l’anno più nero

Il crollo con la pandemia, ma la crisi ha origini lontane

Nel suo recente rapporto sul turismo in Italia, l’ISTAT delinea quello che appare l’anno più nero per il turismo del nostro paese dal dopoguerra. Colpa della pandemia, il turismo dei residenti si è ridotto di quasi la metà. I viaggi dei residenti, infatti, sono stati quasi 37 milioni e mezzo con una drastica flessione delle vacanze (-44,8%) e dei viaggi di lavoro (-67,9%) rispetto al 2019. Grazie all’attenuazione della pandemia e delle relative restrizioni, in estate il calo è stato significativo, ma minore. Preoccupante il dato che vuole che sempre più’ persone rinunciare alla vacanza estiva. I viaggi all’estero sono crollati (-80%), a conferma che il turista italiano l’anno scorso ha preferito i luoghi di villeggiatura nazionali.
Una crisi che però ha origini lontane.
La domanda turistica è stata investita dagli effetti della pandemia dopo una fase di lenta ripresa iniziata nel 2016. Il settore, infatti, non aveva ancora recuperato totalmente le perdite registrate a partire dal 2008, l’anno della crisi finanziaria globale, mentre nel 2020 ha quasi totalmente azzerato il trend positivo che aveva toccato il suo massimo nel 2018. La flessione più’ consistente riguarda i viaggi per motivi di lavoro che sono diminuiti notevolmente, quasi azzerandosi per talune ragioni. Tengono, flettendo meno, quelli per vacanze che si concentrano però nei mesi delle riaperture.
L’impatto della prima ondata
L’infografica di Istat riassume bene quello che è stato l’impatto della prima ondata sul turismo. Nel solo trimestre marzo-maggio 2020, si è perso quasi un quarto delle presenze, sia di italiani che di stranieri, oltre che guadagni per circa il 20% di quelli annuali.
Il trend dei viaggi di lavoro. Riduzione temporanea o segnale di una revisione strutturale del mondo del lavoro?
La diffusione della pandemia ha accelerato l’adozione dello smartworking da parte delle imprese. Sempre più lavoratori hanno iniziato a lavorare direttamente da casa, e a muoversi solo per motivi eccezionali. La flessione negli impegni dovuti poi all’incertezza da pandemia ha poi dato un ulteriore segno e ridotto gli spostamenti. Rispetto al 2019, i viaggi per motivi di lavoro si sono ridotti a un terzo e oggi rappresenta solo il 6,7% degli spostamenti e il 3,8% delle notti trascorse in viaggio. Il declino dei viaggi di lavoro è pero’ un fenomeno di natura strutturale, iniziato ben prima della pandemia. Nel 2019 questo tipo di viaggi si era ridotto ad appena il 40% di quelli registrati nel 2009...
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Valentina Cattivelli
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