Attualità

Terza dose, la Lombardia si prepara a una nuova vaccinazione di massa

Salute - L'11 ottobre si parte con gli ultraottantenni. PARLANO Antonio Piro, direttore dell’Unità Operativa Complessa Prevenzione delle Comunità di Ats Val Padana, Ercole Concia, già professore ordinario alla Clinica Malattie infettive dell’Università di Verona, tra i più esperti virologi italiani, il dottor Paolo Leggeri, farmacista, Gianfranco Lima, presidente dell’Ordine dei medici e Claudio Cavalli, Direttore Pediatria Asst di Cremona

Terza dose assicurata per gli ultraottantenni, le persone fragili e gli operatori sanitari, e non si esclude di estendere il richiamo a tutta la popolazione. Regione Lombardia ha riassunto così le linee guida del piano vaccinale previsto per i prossimi mesi. I dati comunicati in settimana da Guido Bertolaso, coordinatore della campagna vaccinale anti-Covid in Lombardia, descrivono una situazione pressoché rassicurante: la copertura vaccinale su scala regionale è superiore al 90 per cento, con 8 milioni di persone che hanno completato il ciclo vaccinale per un totale di 15 milioni di dosi somministrate. L’invito da parte elle autorità è lo stesso diffuso lo scorso autunno: non abbassare la guardia. Per questo motivo, in parallelo alla somministrazione di Pfizer e Moderna, partirà anche la vaccinazione antinfluenzale, che per gli over 80 potrà avvenire in un’unica fase. Dal lunedì 11 ottobre la profilassi sarà estesa a medici, infermieri e personale sanitario, mentre dal 22 novembre la terza dose sarà disponibile per tutta la popolazione. Bertolaso ha aggiunto che «la terza fase della campagna vaccinale si chiuderà entro il mese di maggio del 2022», ma è presto per definirne l’obbligatorietà per i soggetti in buona salute. Dal punto di vista operativo, le farmacie avranno un ruolo cruciale: lo scorso luglio la Regione ha avviato la prima fase sperimentale di somministrazione per i 21 esercizi aderenti (tra cui due cremonesi) sulle oltre 3mila presenti in Lombardia. L’obiettivo a breve termine è mantenere sotto controllo i contagi e scongiurare i falsi allarmi – dovuti per esempio a sintomi influenzali – in modo da evitare situazioni d’emergenza simili a quelle già affrontate in passato. «Più siamo, meglio ci proteggeremo, anche contro l’influenza». Lo afferma Antonio Piro, direttore dell’U.O.C. Prevenzione delle Comunità di Ats Val Padana. «Ridurre i casi di contagio significa consentire la progressiva normalizzazione di tutte le attività»...
Lidia Gallanti, Paolo Carini, Carla Parmigiani, Laura Bosio e Mauro Faverzani
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