I rumori molesti della movida estiva; parcheggi selvaggi; zone a traffico limitato non rispettate e viabilità spesso messa a soqquadro. Sono i problemi che i residenti del centro storico affrontano quasi ogni fine settimana. E adesso la Festa del Torrone. Con la rivoluzione che per nove giorni (più altri tre per posizionare e togliere le installazioni) bloccherà il cuore di Cremona. La protesta riesplode. E ripropone la mai risolta diatriba tra una città che tenta di rilanciarsi attraverso iniziative di richiamo e chi, vivendo molto vicino al Torrazzo, vede la propria quotidianità stravolta. «Non c’è fine settimana senza la convivenza forzata con una manifestazione - spiega un residente che abita in piazza Roma - . E’ evidente che i maggiori problemi si hanno in concomitanza con gli eventi più importanti per numero di visitatori e per gli interventi che coinvolgono in modo radicale la mobilità». E così, l’insofferenza si è manifestata più di una volta nell’arco dell’anno. Dalla tappa del Giro d’Italia in rosa di luglio alla Maratonina di ottobre, dall’Happening di fine giugno alla Millemiglia di maggio, da processioni religiose a cortei politici. Come quello organizzato dai centri sociali contro l’apertura della sede di Casapound: ordine pubblico garantito, ma non senza disagi dovuti soprattutto ad atti vandalici e scritte lasciate sui muri dei palazzi.
LEGGI IL SERVIZIO COMPLETO SU MONDO PADANO IN EDICOLA
Bibiana Sudati

