Passeggiando in biciletta. Verso il passo dello Spluga: chilometri impegnativi ma molto scenografici
Carlo Donegani fu un ingegnere italiano, vissuto tra il 1775 ed il 1845, che - per i suoi meriti professionali - guadagnò il titolo di Cavaliere dell’Impero Austriaco. Tra le opere che gli valsero quel riconoscimento, nonché l’onoreficenza di Nobile di Stilfserberg, figurano i progetti che resero transitabili due passi alpini, unendo così la provincia di Sondrio, e più in generale la Lombardia occidentale, all’alta valle del Reno ed alla val Venosta.
Tra il 1821 ed il 1823,  Carlo Donegani progettò e supervisionò i lavori per la costruzione della strada del passo Spluga che ancora oggi, salvo il periodo di chiusura invernale, consente di viaggiare verso Splügen e Coira, nel Cantone dei Grigioni. La nuova carrozzabile rese obsoleto un tracciato millenario, frequentato da viandanti, mercanti, contrabbandieri ed eserciti: la “via Spluga”, il cammino che porta da Chiavenna a Splügen su antichi sentieri e mulattiere senza tempo, oggi recuperato e ben segnalato.
Nello stesso periodo, l’ingegnere fu incaricato di realizzare una strada che unisse Bormio alla val Venosta attraverso il passo dello Stelvio. In cinque anni, e precisamente nel 1825, i lavori furono completati grazie all’opera di oltre duemilacinquecento persone.
Se il passo dello Spluga conduce ad uno stato da sempre neutrale, la Svizzera, il passo dello Stelvio divenne un “luogo caldo” già trent’anni dopo la realizzazione della strada: nel 1859, infatti, la Lombardia venne annessa al nascente Regno d’Italia mentre la val Venosta continuava a far parte dell’Impero Austroungarico. La nuova situazione “di confine” portò alla realizzazione di diverse fortificazioni sui due versanti della strada. Nei decenni successivi, poi, il complesso confine “a tre” rischiò di generare incidenti minacciando la tradizionale neutralità svizzera.
Questi due passi, e tante altre salite valtellinesi, fanno parte del progetto Enjoy Stelvio - Valtellina 2024 e saranno quindi chiusi al traffico automobilistico per alcune mattine durante la prossima estate (vedi il box dedicato).
Ma che salite sono?
Non sono certamente pedalate alla portata di tutti, anzi.
La conquista del passo Spluga, nella sua versione “completa”, parte da Chiavenna e misura trenta chilometri. Il dislivello complessivo è di quasi milleottocento metri. Le pendenze non sono quasi mai proibitive ma - salvo il passaggio accanto alla diga di Montespluga, nel finale - mancano tratti dove rifiatare. Gli otto chilometri dopo Campodolcino sono i più (...).
Tra il 1821 ed il 1823,  Carlo Donegani progettò e supervisionò i lavori per la costruzione della strada del passo Spluga che ancora oggi, salvo il periodo di chiusura invernale, consente di viaggiare verso Splügen e Coira, nel Cantone dei Grigioni. La nuova carrozzabile rese obsoleto un tracciato millenario, frequentato da viandanti, mercanti, contrabbandieri ed eserciti: la “via Spluga”, il cammino che porta da Chiavenna a Splügen su antichi sentieri e mulattiere senza tempo, oggi recuperato e ben segnalato.
Nello stesso periodo, l’ingegnere fu incaricato di realizzare una strada che unisse Bormio alla val Venosta attraverso il passo dello Stelvio. In cinque anni, e precisamente nel 1825, i lavori furono completati grazie all’opera di oltre duemilacinquecento persone.
Se il passo dello Spluga conduce ad uno stato da sempre neutrale, la Svizzera, il passo dello Stelvio divenne un “luogo caldo” già trent’anni dopo la realizzazione della strada: nel 1859, infatti, la Lombardia venne annessa al nascente Regno d’Italia mentre la val Venosta continuava a far parte dell’Impero Austroungarico. La nuova situazione “di confine” portò alla realizzazione di diverse fortificazioni sui due versanti della strada. Nei decenni successivi, poi, il complesso confine “a tre” rischiò di generare incidenti minacciando la tradizionale neutralità svizzera.
Questi due passi, e tante altre salite valtellinesi, fanno parte del progetto Enjoy Stelvio - Valtellina 2024 e saranno quindi chiusi al traffico automobilistico per alcune mattine durante la prossima estate (vedi il box dedicato).
Ma che salite sono?
Non sono certamente pedalate alla portata di tutti, anzi.
La conquista del passo Spluga, nella sua versione “completa”, parte da Chiavenna e misura trenta chilometri. Il dislivello complessivo è di quasi milleottocento metri. Le pendenze non sono quasi mai proibitive ma - salvo il passaggio accanto alla diga di Montespluga, nel finale - mancano tratti dove rifiatare. Gli otto chilometri dopo Campodolcino sono i più (...).
LEGGI IL SERVIZIO COMPLETO SULL'EDIZIONE DI MONDO PADANO IN EDICOLA FINO A GIOVEDI' 27 GIUGNO, OPPURE ABBONANDOTI SU WWW.MONDOPADANO.IT
Paolo Reale

