Intervista ad Andrea Virgilio. Il candidato sindaco a Cremona per il Centrosinistra: «Tanti i progetti in cantiere, grazie al lavoro di questi dieci anni»
Una pacata conversazione tra conoscenti, se non proprio tra amici: così è sembrato il primo incontro pubblico della campagna elettorale di Andrea Virgilio, candidato sindaco del Centrosinistra. Toni discorsivi, senza alti e bassi, con un paio di sollecitazioni nel dibattito. Il sindaco in carica, Gianluca Galimberti, in attesa di un endorsement a suo favore (modi e tempi saranno dettati dalla strategia) si è dato da fare per procurare le sedie che mancavano nella piccola sala di via Bonomelli. Che ci fosse più gente dei posti a sedere disponibili non è una sorpresa, forse lo è il fatto che un centinaio di persone sia riuscito a trovare un parcheggio, alle 9 di sera, tra via Bonomelli, via Santa Maria in Betlem e via Cadore. Ma la prima uscita di Virgilio è anche l’occasione per una prima intervista, circoscritta ma nemmeno troppo, a questo inizio di campagna.
Il confronto con Portesani è iniziato all’insegna del reciproco fair play. Un po’ meno il confronto dialettico con Ventura…
«Con Ventura, ho semplicemente sollevato una situazione oggettiva, Cremona non ha una rappresentanza nel governo regionale e il Centrodestra cremonese fatica a portare negli enti sovraordinati le istanze del territorio. Aggiungo che sulle partite strategiche come il nuovo ospedale, il tema delle case di comunità, la questione recente del tribunale di Cremona, la partita infrastrutturale relativa all’autostrada Cremona-Mantova è paradossalmente più incisiva l’iniziativa del Centrosinistra. Il mio non è un attacco a Marcello, in politica non ci sono questioni personali, solo valutazioni che ritengo purtroppo molto concrete: siamo infatti dentro a un contesto generale che vede l’assenza di interlocutori decisivi capaci di raccogliere e trasmettere le esigenze delle categorie economiche e più in generale del nostro territorio».
«Con Ventura, ho semplicemente sollevato una situazione oggettiva, Cremona non ha una rappresentanza nel governo regionale e il Centrodestra cremonese fatica a portare negli enti sovraordinati le istanze del territorio. Aggiungo che sulle partite strategiche come il nuovo ospedale, il tema delle case di comunità, la questione recente del tribunale di Cremona, la partita infrastrutturale relativa all’autostrada Cremona-Mantova è paradossalmente più incisiva l’iniziativa del Centrosinistra. Il mio non è un attacco a Marcello, in politica non ci sono questioni personali, solo valutazioni che ritengo purtroppo molto concrete: siamo infatti dentro a un contesto generale che vede l’assenza di interlocutori decisivi capaci di raccogliere e trasmettere le esigenze delle categorie economiche e più in generale del nostro territorio».
La continuità della sua candidatura con i 10 anni del sindaco Galimberti è evidente, meno facile vedere la parte innovativa. Che sforzo di comunicazione farete in questo senso?
«Non credo che ci sia da fare uno sforzo di comunicazione, la politica locale non è una cosa effimera, è pratica quotidiana. Se oggi io posso mettere sul tavolo nuovi progetti innovativi sulla città universitaria, o sul polo tecnologico è perché in questi anni si è avviato un percorso che richiede sempre nuove priorità. Questo vale per il turismo, per la rigenerazione urbana, per individuare nuove agevolazioni per consentire alle imprese di investire nella nostra città. Ho apprezzato le parole di Portesani quando ha ringraziato il sindaco uscente giudicando positivamente il lavoro di questi anni, fatico quindi a capire quando parla di discontinuità. Forse la vera (...)».
«Non credo che ci sia da fare uno sforzo di comunicazione, la politica locale non è una cosa effimera, è pratica quotidiana. Se oggi io posso mettere sul tavolo nuovi progetti innovativi sulla città universitaria, o sul polo tecnologico è perché in questi anni si è avviato un percorso che richiede sempre nuove priorità. Questo vale per il turismo, per la rigenerazione urbana, per individuare nuove agevolazioni per consentire alle imprese di investire nella nostra città. Ho apprezzato le parole di Portesani quando ha ringraziato il sindaco uscente giudicando positivamente il lavoro di questi anni, fatico quindi a capire quando parla di discontinuità. Forse la vera (...)».
Paolo Carini
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