Protezione Civile, sul territorio un esercito di 650 volontari per aiutare chi ha bisogno. Coordina la Provincia: attive sul campo 23 associazioni. Dal cremonese, dal cremasco e dal casalasco, ecco le loro storie
Sono 23 le associazioni di volontari della Protezione civile della nostra provincia (in totale i gruppi sono 32 per 650 volontari) ad operare nell’emergenza Coronavirus. Altri gruppi, sempre di ambito provinciale, sono in attesa di poter dare il proprio contributo e probabilmente il disco verde arriverà nei prossimi giorni. L’Ufficio di Protezione civile, diretto da Elena Milanesi, ha calcolato in 1.335 giornate di lavoro l’apporto delle associazioni dal 22 febbraio sino a domenica scorsa. Il calcolo è fatto in questo modo: se un volontario della sezione Oglio Po di Martignana, presta la sua opera da lunedì al venerdì, si calcolano 5 giornate di lavoro. La stima è comunque di poco meno una quarantina di volontari al giorno. Attiva, da subito, quella che è chiamata la Colonna mobile, formata da 13 associazioni, disponibili ad entrare in azione senza preavviso e con all’attivo diverse esperienze in occasione di terremoti e alluvioni. Sono dunque in campo, dal primo giorno, i Volontari della Protezione civile di Soncino, di Martignana, di Gerre de Caprioli, di Casalmaggiore, di Palazzo Pignano, di Rivolta, di Stagno lombardo, di Casaletto, di San Daniele, di Piadena e di Dovera. Sono affiancati dal gruppo di Ostiano, non coinvolto tra le 23 associazione e dal gruppo di radioamatori di Cremona.
«La catena di comando - spiega Elena Milanesi - parte da Regione Lombardia che ha delegato alle Province il coordinamento di volontariato di Protezione civile. Queste associazioni sono comunali e il loro primo riferimento è il Comune di appartenenza. In effetti, in questi giorni, sono al servizio delle diverse amministrazione per portare a casa i pasti e medicine agli anziani o a chi deve restare in quarantena. Ci sono poi servizi a raggio più ampio, come il supporto alla realizzazione degli ospedali da campo o trasporti urgenti anche fuori Regione, che sono coordinati dalla Provincia». «Tutte le attrezzature e i mezzi di Colonna mobile sono a disposizione sia per le esigenze dei Comuni che per quelle della Provincia. Alcune sono state utilizzate per gli ospedali da campo di Cremona e Crema. In questo caso la catena va al contrario: se serve una tenda e il Comune non la ha a disposizione, si chiede alla Provincia, poi in Regione»...
«La catena di comando - spiega Elena Milanesi - parte da Regione Lombardia che ha delegato alle Province il coordinamento di volontariato di Protezione civile. Queste associazioni sono comunali e il loro primo riferimento è il Comune di appartenenza. In effetti, in questi giorni, sono al servizio delle diverse amministrazione per portare a casa i pasti e medicine agli anziani o a chi deve restare in quarantena. Ci sono poi servizi a raggio più ampio, come il supporto alla realizzazione degli ospedali da campo o trasporti urgenti anche fuori Regione, che sono coordinati dalla Provincia». «Tutte le attrezzature e i mezzi di Colonna mobile sono a disposizione sia per le esigenze dei Comuni che per quelle della Provincia. Alcune sono state utilizzate per gli ospedali da campo di Cremona e Crema. In questo caso la catena va al contrario: se serve una tenda e il Comune non la ha a disposizione, si chiede alla Provincia, poi in Regione»...
Paolo Carini, Angelo Galimberti, Daniele Ardigò, Rosario Pisani
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