Guerra in Ucraina e a Gaza. Intervista all'inviato di Avvenire, Nello Scavo: «È il problema del conflitto Israele-Hamas: non ci consentono di essere presenti»
La voce autorevole di Nello Scavo, inviato di guerra del quotidiano Avvenire, ci aiuta a fare il punto sul conflitto in Ucraina e su quello nella striscia di Gaza.
Che bilancio si sente di fare?
«Credo sia prematuro fare bilanci, le guerre sono ancora in corso. In Ucraina la situazione è di stallo: il Paese ha perso pezzi di territorio, però, rispetto alle conquiste iniziali della Russia, ne ha riguadagnati moltissimi. Il problema è capire come la guerra procederà, quali sono le intenzioni di Mosca. E’ un conflitto che ha prodotto un numero enormi di profughi, alcuni dei quali sono finiti proprio a Gaza, dove già c’era una comunità di ucraini che ora si trova incastrata due volte. A ciò si aggiunge la fiammata del terrorismo internazionale in Russia con la versione caucasica dell’Isis. Per quanto riguarda Gaza, la guerra è in una fase difficile da interpretare: se è evidente che gli Usa hanno mandato un chiaro segnale astenendosi nel voto sul cessate il fuoco, è altrettanto evidente che il governo israeliano vorrebbe spingersi fino a Rafah dove rimangono ammassate oltre un milione di persone».
«Credo sia prematuro fare bilanci, le guerre sono ancora in corso. In Ucraina la situazione è di stallo: il Paese ha perso pezzi di territorio, però, rispetto alle conquiste iniziali della Russia, ne ha riguadagnati moltissimi. Il problema è capire come la guerra procederà, quali sono le intenzioni di Mosca. E’ un conflitto che ha prodotto un numero enormi di profughi, alcuni dei quali sono finiti proprio a Gaza, dove già c’era una comunità di ucraini che ora si trova incastrata due volte. A ciò si aggiunge la fiammata del terrorismo internazionale in Russia con la versione caucasica dell’Isis. Per quanto riguarda Gaza, la guerra è in una fase difficile da interpretare: se è evidente che gli Usa hanno mandato un chiaro segnale astenendosi nel voto sul cessate il fuoco, è altrettanto evidente che il governo israeliano vorrebbe spingersi fino a Rafah dove rimangono ammassate oltre un milione di persone».
Che conseguenze avranno l’attentato a Mosca e la risoluzione Onu?
«È difficile prevedere le conseguenze, perché Putin ha sempre usato eventi avversi in suo favore, per intensificare le azioni sulle repubbliche che rivendicano una qualche forma di indipendenza. L’impressione è che Putin utilizzerà questo attentato per stabilizzare la questione interna con una maggiore aggressività e per paventare un allargamento del conflitto scaricando la responsabilità sull’Ucraina nella speranza che si smetta di sostenerla. Così, potrebbe completare l’opera o avviare un negoziato in cui si siederebbe da una posizione di forza, puntando anche su una vittoria di Trump. Riguardo la risoluzione Onu, bisognerà capire bene come si metteranno d’accordo le varie anime che compongono Hamas, perché c’è un dibattito molto forte tra chi spinge a politicizzare la lotta armata e tra chi invece spinge per continuarla.
«È difficile prevedere le conseguenze, perché Putin ha sempre usato eventi avversi in suo favore, per intensificare le azioni sulle repubbliche che rivendicano una qualche forma di indipendenza. L’impressione è che Putin utilizzerà questo attentato per stabilizzare la questione interna con una maggiore aggressività e per paventare un allargamento del conflitto scaricando la responsabilità sull’Ucraina nella speranza che si smetta di sostenerla. Così, potrebbe completare l’opera o avviare un negoziato in cui si siederebbe da una posizione di forza, puntando anche su una vittoria di Trump. Riguardo la risoluzione Onu, bisognerà capire bene come si metteranno d’accordo le varie anime che compongono Hamas, perché c’è un dibattito molto forte tra chi spinge a politicizzare la lotta armata e tra chi invece spinge per continuarla.
Cosa accomuna i due conflitti e quali le differenze?
«Il 10 settembre 2022 una delegazione dei vertici di Hamas si recò a Mosca per incontrare Lavrov che li ringraziò per aver esposto i loro progetti. Non possiamo dire che Hamas avesse (...)».
«Il 10 settembre 2022 una delegazione dei vertici di Hamas si recò a Mosca per incontrare Lavrov che li ringraziò per aver esposto i loro progetti. Non possiamo dire che Hamas avesse (...)».
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Paolo Fornasari

