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Serve ancora l’Aem “ridotta”? Cedute le infrastrutture a Lgh l’azienda ha perso il suo ruolo sociale
Servono ancora le aziende municipalizzate? “Aem Cremona è un punto di riferimento fondamentale per lo sviluppo e la qualità della vita della città ed un partner decisivo per il Comune di Cremona nello sforzo di mantenere ed incrementare il livello dei servizi pubblici locali”, ha detto nei giorni scorsi il sindaco Oreste Perri all’assemblea dei soci, annunciando che le perdite di gestione sarebbero state coperte con le riserve. Ma quanto accaduto nei primi mesi dell’anno, con la minaccia del taglio delle utenze alle famiglie in difficoltà, sembrerebbe confermare il contrario. Secondo gli ultimi dati comunicati dall’assessorato ai servizi sociali, a Cremona ci sono 239 famiglie che non riescono a pagare le bollette dell’Aem. 67 sono in carico al settore politiche sociali del Comune. 154 non sono mai passati dagli uffici del Comune. Per le bollette non pagate, il debito verso Aem è di oltre 277 mila euro con un arretrato medio di 1.162 euro a utente. Dei 67 nuclei ‘morosi’ in carico ai Servizi Sociali in 31 sono presenti minori, in 4 disabili e in 7 anziani. Il contributo del Comune di Cremona nel 2012 è stato di oltre 74mila euro: 17mila ad Aem per le bollette non pagate e 57mila per altri servizi come buoni, contributi o esoneri. La maggior parte dei 154 utenti, nuovi poveri non ancora seguiti dai servizi sociali, ha un debito al di sotto dei 499 euro, dunque ancora accessibile. Aem è l’unica società partecipata dal Comune al 100%.
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Fabrizio Loffi