Pugnoli, Consigliera di parità: «Ancora paura nel denunciare episodi di discriminazione»
E’ stata nominata Consigliera di Parità della Provincia di Cremona nel luglio 2021, anno ancora segnato dall’emergenza Covid, quindi non predittivo in termini statistici; ma, anche guardando al 2022, all’avvocato Cristina Pugnoli è capitato di dover gestire solo qualche caso relativo a lavoratrici in difficoltà per questioni legate alla conciliazione tra i tempi di vita e quelli di lavoro. Alla fine queste situazioni si sono risolte tutte positivamente e i datori di lavoro sono venuti loro incontro in termini di flessibilità.
Quindi, tutto è bene quel che finisce bene e Cremona è promossa in termini di parità?
«Sulla base dei dati legati agli accessi all’ufficio della Consigliera di Parità, verrebbe da dire che Cremona sia una realtà estremamente virtuosa, sappiamo però che così non è. C’è ancora difficoltà e paura, nel denunciare episodi di discriminazione, di molestie o di vessazioni. Per cui una risposta vera alla sua domanda resta aperta… Mi viene anche da pensare che il mio ufficio di Consigliera di Parità sia ancora, nonostante tutto, poco conosciuto. Come istituzione è super partes e volto a tutelare il personale dipendente – uomo o donna che sia – da eventuali questioni connesse alla parità di genere, trovando un punto d’incontro col datore di lavoro, un accordo, che, nel caso, possa essere siglato e depositato presso l’Ispettorato territoriale del Lavoro con soddisfazione d’ambo le parti».
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«Sulla base dei dati legati agli accessi all’ufficio della Consigliera di Parità, verrebbe da dire che Cremona sia una realtà estremamente virtuosa, sappiamo però che così non è. C’è ancora difficoltà e paura, nel denunciare episodi di discriminazione, di molestie o di vessazioni. Per cui una risposta vera alla sua domanda resta aperta… Mi viene anche da pensare che il mio ufficio di Consigliera di Parità sia ancora, nonostante tutto, poco conosciuto. Come istituzione è super partes e volto a tutelare il personale dipendente – uomo o donna che sia – da eventuali questioni connesse alla parità di genere, trovando un punto d’incontro col datore di lavoro, un accordo, che, nel caso, possa essere siglato e depositato presso l’Ispettorato territoriale del Lavoro con soddisfazione d’ambo le parti».
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Mauro Faverzani

