Lo studio completo realizzato dall'Ismea sara' presentato alla 68esima Fiera Internazionale del Bovino da Latte che si svolgera' dal 24 al 27 ottobre 2013, nell'ambito della decima edizione degli Stati Generali del Latte. La ricerca e' stata condotta da Fabio del Bravo, dirigente responsabile della Direzione Servizi di Mercato e Supporti tecnologici di ISMEA insieme al gruppo di lavoro composto da Francesca Carbonari, Giovanna Maria Ferrari e Maria Ronga.

Prudenza. E' la valutazione che le imprese zootecniche esprimono, rispondendo ad una ricerca Ismea commissionato da CremonaFiere focalizzata sulle nuove strategie che gli allevatori intendono mettere in atto dopo la fine del regime delle quote latte. "In base alle risposte parziali sino ad oggi raccolte - spiega una nota - sta emergendo comunque, nella maggioranza dei casi, un atteggiamento di prudenza: le imprese non sembrano avere intenzione di modificare la propria struttura produttiva e solo 1 impresa su 4 dichiara di voler aumentare la produzione. Lo scenario piu' temuto risulta essere quello di una maggiore concorrenza, soprattutto estera, che implicherebbe il calo del prezzo del latte e problemi di redditivita'/sopravvivenza per le imprese del settore, specie di piccole-medie dimensioni". Lo studio completo sara' presentato alla 68esima Fiera Internazionale del Bovino da Latte che si svolgera' dal 24 al 27 ottobre 2013, nell'ambito della decima edizione degli Stati Generali del Latte. La ricerca e' stata condotta da Fabio del Bravo, dirigente responsabile della Direzione Servizi di Mercato e Supporti tecnologici di ISMEA insieme al gruppo di lavoro composto da Francesca Carbonari, Giovanna Maria Ferrari e Maria Ronga.
CremonaFiere ha ritenuto di dover affrontare dal punto di vista scientifico un momento cruciale per gli allevatori: l'imminente fine del regime delle quote latte, prevista per il 31 marzo del 2015, a seguito del quale verosimilmente si delineera' un diverso contesto competitivo, nell'ambito del quale le imprese operanti nel settore si troveranno di fronte a nuove opportunita', oppure ad affrontare rischi che potrebbero richiedere dei cambiamenti nella gestione della propria azienda e nell'organizzazione dell'attivita' produttiva.
L' obiettivo della ricerca, dichiara Ismea, e' di pervenire alla conoscenza dell'orientamento delle imprese da latte vaccino all'indomani della liberalizzazione del mercato. In particolare, e' stato chiesto agli operatori se, di riflesso allo smantellamento delle quote, intendono aumentare ovvero diminuire il loro livello produttivo, se temono una fuoriuscita di aziende dal settore a fronte di un mercato privo di strumenti di controllo sui prezzi o se stanno valutando una riconversione produttiva e/o un cambiamento nella destinazione della produzione.
Il campione e' rappresentato per il 60% da aziende del Nord Ovest, per il 28% del Nord Est e per il 12% del Centro-Sud.(AGI) Bru
CremonaFiere ha ritenuto di dover affrontare dal punto di vista scientifico un momento cruciale per gli allevatori: l'imminente fine del regime delle quote latte, prevista per il 31 marzo del 2015, a seguito del quale verosimilmente si delineera' un diverso contesto competitivo, nell'ambito del quale le imprese operanti nel settore si troveranno di fronte a nuove opportunita', oppure ad affrontare rischi che potrebbero richiedere dei cambiamenti nella gestione della propria azienda e nell'organizzazione dell'attivita' produttiva.
L' obiettivo della ricerca, dichiara Ismea, e' di pervenire alla conoscenza dell'orientamento delle imprese da latte vaccino all'indomani della liberalizzazione del mercato. In particolare, e' stato chiesto agli operatori se, di riflesso allo smantellamento delle quote, intendono aumentare ovvero diminuire il loro livello produttivo, se temono una fuoriuscita di aziende dal settore a fronte di un mercato privo di strumenti di controllo sui prezzi o se stanno valutando una riconversione produttiva e/o un cambiamento nella destinazione della produzione.
Il campione e' rappresentato per il 60% da aziende del Nord Ovest, per il 28% del Nord Est e per il 12% del Centro-Sud.(AGI) Bru

