Il segretario Soldo: «Non so che cosa deciderà di fare, ma non lo vedo nel partito di Renzi»
Sono state due le confidenze che l’on. Antonio Pizzetti ha fatto all’assemblea provinciale del Pd di lunedì sera. Nel dibattito ne è stata ripresa solo una, quella della mancata discussione sul nuovo governo dei gruppi parlamentari del Pd. Una mancata discussione che fa il paio - piaccia o non piaccia - con la conferenza stampa di Salvini dalla spiaggia. Da una parte si licenzia il governo con un cocktail in mano, dall’altra lo si forma senza discuterne, in sede istituzionale, con i propri deputati e i propri senatori. Ma la vera confidenza è stata l’altra. Pizzetti ha detto di aver comunicato al segrerario provinciale Soldo che, nel caso si fosse andati alle elezioni anticipate, non si sarebbe ricandidato. Una presa di distanza che si è poi concretizzata dall’assenza dall’aula, al momento della votazione per la fiducia al Conte bis. Perché non l’ha votato, Pizzetti ha già avuto occasione di spiegarlo e l’ha ribadito in assemblea. Occorreva più coraggio nella scelta dei ministri, più apertura ad esperti della società civile, un metodo diverso e di svolta nella consapevolezza che si faceva nascere un governo minoritario nel Paese. Forse occorreva più tempo e non ce n’era, ma per l’esperto parlamentare, è stata un’occasione persa dal Pd. Come Pizzetti aveva sottolineato anche al nostro giornale, Emma Bonino ha fatto un ragionamento simile e ne ha tratto le conseguenze. Però è un vero peccato, aveva dichiarato Pizzetti, non avere la Bonino a fianco del nuovo governo...
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Paolo Carini
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