L'intervista - Dino Perboni, segretario della Cisl Asse del Po, a tutto campo sull’emergenza: «Chiediamo rispetto e applicazione del protocollo sottoscritto il 14 febbraio. La sanità è il settore più critico. Situazione drammatica anche nelle Rsa»

Dino Perboni, segretario generale Cisl Asse del Po, traccia un quadro a trecento sessanta gradi dell’emergenza coronavirus sul territorio cremonese e mantovano.
Come sindacato come state affrontando la situazione?
La strategia è suddivisa su due fronti. Primo, chiedendo un confronto a Confindustria, Prefettura e tutte le associazioni datoriali. Chiediamo rispetto ed applicazione, nei luoghi produttivi, del protocollo condiviso e sottoscritto lo scorso 14 marzo per il contrasto al Coronavirus. Nel contempo chiedendone l’applicazione in ogni singola azienda, attraverso Rsu e Federazioni territoriali, verifichiamo quali misure sono state adottate, quali dispositivi realizzati, chiedendo di scrivere e redigere un protocollo per ogni singola realtà, commisurandolo ai problemi lavorativi. Ricordiamo che va mantenuta la distanza di sicurezza, utilizzati i dispositivi e le disposizioni igienico-sanitarie previste, quali le mascherine, la pulizia degli strumenti di lavoro, la disinfezione degli spogliatoi, il rispetto delle distanze negli spazi comuni. Occorre anche verificare i cicli produttivi, attivare gli ammortizzatori sociali dove serve. Chiediamo una verifica di una eventuale riduzione dell’attività stessa, introducendo la ciclicità dei turni...
La strategia è suddivisa su due fronti. Primo, chiedendo un confronto a Confindustria, Prefettura e tutte le associazioni datoriali. Chiediamo rispetto ed applicazione, nei luoghi produttivi, del protocollo condiviso e sottoscritto lo scorso 14 marzo per il contrasto al Coronavirus. Nel contempo chiedendone l’applicazione in ogni singola azienda, attraverso Rsu e Federazioni territoriali, verifichiamo quali misure sono state adottate, quali dispositivi realizzati, chiedendo di scrivere e redigere un protocollo per ogni singola realtà, commisurandolo ai problemi lavorativi. Ricordiamo che va mantenuta la distanza di sicurezza, utilizzati i dispositivi e le disposizioni igienico-sanitarie previste, quali le mascherine, la pulizia degli strumenti di lavoro, la disinfezione degli spogliatoi, il rispetto delle distanze negli spazi comuni. Occorre anche verificare i cicli produttivi, attivare gli ammortizzatori sociali dove serve. Chiediamo una verifica di una eventuale riduzione dell’attività stessa, introducendo la ciclicità dei turni...
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Emilio Croci
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