Primo appuntamento con la nostra nuova rubrica "Passeggiando in Bicicletta"
La provincia di Cremona è delimitata salvo poche eccezioni - dal corso dei fiumi e solo raramente i confini territoriali non coincidono con un corso d’acqua. Adda, Oglio e Po delimitano a nord, sud, ovest ed est il Cremonese e rappresentano, da sempre, sia una parte del “patrimonio immateriale” di chi vi abita vicino sia una preziosa fonte di acqua ed energia per le campagne e le attività economiche più tradizionali.
Oggi, i fiumi - affiancati da argini spesso pedalabili - sono lo sfondo di tante escursioni in bicicletta che possono vivacizzare una giornata o un pomeriggio trascorso fuori dalle mura cittadine o dedicato alla scoperta di scorci panoramici anche inaspettati. Non solo: pedalando lungo i fiumi, quasi sempre lontani dal traffico motorizzato, si possono conoscere piccoli grandi tesori architettonici e culturali.
Un esempio di questi è il castello di Maccastorna che, pur essendo in provincia di Lodi, è strettamente legato alla storia della città di Cremona ed è la meta di un’uscita abbastanza lunga, ma mai difficile, che parte dal Torrazzo ed arriva in uno dei comuni meno abitati d’Italia, Maccastorna appunto, impreziosito da questo maniero di origine medievale perfettamente conservato ed, anzi, ancora abitato.
Partendo da piazza del Duomo ci si porta sull’argine del Po in corrispondenza della conca pedalando dapprima su viale Po e scendendo poi in riva al fiume nei pressi delle società canottieri. Una volta raggiunta la confluenza del canale navigabile nel Po si sale lungo via Riglio per portarsi poi sull’argine in corrispondenza della pista da motocross (circa cinque chilometri dal centro cittadino).
Inizia qui un lungo tratto in cui pedalare sull’argine, prima su asfalto poi su uno sterrato non particolarmente ostico. Fino a Spinadesco, sulla destra si osserveranno alcuni impianti industriali ed artigianali, mentre sulla sinistra sono i pioppeti e la campagna golenale a farla da padrone. Si attraversa due volte il corso della chiavica Riglio prima di arrivare a due passi dal fiume Po, che qui attorno vive un andamento piuttosto “nervoso”. A sud del tratto compreso tra Cavatigozzi ed Acquanegra, infatti, il Po si apre in due rami lasciando emergere la grande Isola Serafini mentre in località La Piarda (5.5 km dal porto canale), appena fuori Spinadesco, emerge un’altra isoletta ed il corso del “grande fiume” è ben più stretto di quanto appaia alle porte di Cremona. Solo poco a monte del ponte che unisce Cremona a Castelvetro...
Oggi, i fiumi - affiancati da argini spesso pedalabili - sono lo sfondo di tante escursioni in bicicletta che possono vivacizzare una giornata o un pomeriggio trascorso fuori dalle mura cittadine o dedicato alla scoperta di scorci panoramici anche inaspettati. Non solo: pedalando lungo i fiumi, quasi sempre lontani dal traffico motorizzato, si possono conoscere piccoli grandi tesori architettonici e culturali.
Un esempio di questi è il castello di Maccastorna che, pur essendo in provincia di Lodi, è strettamente legato alla storia della città di Cremona ed è la meta di un’uscita abbastanza lunga, ma mai difficile, che parte dal Torrazzo ed arriva in uno dei comuni meno abitati d’Italia, Maccastorna appunto, impreziosito da questo maniero di origine medievale perfettamente conservato ed, anzi, ancora abitato.
Partendo da piazza del Duomo ci si porta sull’argine del Po in corrispondenza della conca pedalando dapprima su viale Po e scendendo poi in riva al fiume nei pressi delle società canottieri. Una volta raggiunta la confluenza del canale navigabile nel Po si sale lungo via Riglio per portarsi poi sull’argine in corrispondenza della pista da motocross (circa cinque chilometri dal centro cittadino).
Inizia qui un lungo tratto in cui pedalare sull’argine, prima su asfalto poi su uno sterrato non particolarmente ostico. Fino a Spinadesco, sulla destra si osserveranno alcuni impianti industriali ed artigianali, mentre sulla sinistra sono i pioppeti e la campagna golenale a farla da padrone. Si attraversa due volte il corso della chiavica Riglio prima di arrivare a due passi dal fiume Po, che qui attorno vive un andamento piuttosto “nervoso”. A sud del tratto compreso tra Cavatigozzi ed Acquanegra, infatti, il Po si apre in due rami lasciando emergere la grande Isola Serafini mentre in località La Piarda (5.5 km dal porto canale), appena fuori Spinadesco, emerge un’altra isoletta ed il corso del “grande fiume” è ben più stretto di quanto appaia alle porte di Cremona. Solo poco a monte del ponte che unisce Cremona a Castelvetro...
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Paolo Reale



