L'intervista - Carlo Cottarelli traccia un bilancio del 2021 e guarda al prossimo anno: «Sono ottimista, ma non bisogna abbassare la guardia». Nel 2022 l’economia continuerà a crescere, poi dipenderà dalle riforme
Dalla legge di bilancio, proprio in questi giorni all’esame del Parlamento, alla gestione dell’emergenza sanitaria e della campagna vaccinale, dalla ripresa dell’economia alle prospettive di crescita per il prossimo anno, senza dimenticare la Politica, attesa al passaggio cruciale dell’elezione del Presidente della Repubblica. Nella consueta intervista mensile rilasciata a <+S CORSIVO>Mondo Padano, Carlo Cottarelli traccia un bilancio del 2021, ormai al termine e guarda al prossimo anno con cauta fiducia.
Dottor Cottarelli, partiamo dalla Legge di Bilancio attualmente all’esame del Parlamento. Qual e il suo giudizio sulle misure principali, a cominciare dal taglio delle tasse, che per la prima volta prevede benefici anche per i redditi medi?
«Ancora non lo sappiamo esattamente, nel senso che non è stato ancora ufficialmente indicato come il sistema delle detrazioni verrà modificato. Detto questo, se sono vere le informazioni che hanno pubblicato il Corriere della Sera e il Sole 24 Ore, tenendo conto del taglio delle tasse, ma anche dell’assegno unico, direi che ci sarà un beneficio notevole per i redditi fino a 15mila euro, poi c’è una discesa e poi una risalita e lì si raggiunge un beneficio più elevato per i redditi dai 35mila ai 50mila euro. Quindi, stiamo parlando di redditi medi. D’altro canto, i bonus precedenti, il bonus Renzi di 80 euro, poi portato a 100 euro da Gentiloni, sono andati a beneficio dei redditi fino a 20mila euro. Per cui,n questo caso, si è deciso di premiare un po’ di più i redditi medi, anche se è previsto un taglio anche per quelli alti perchè con il metodo degli scaglioni traggono un beneficio anche loro. D’altro canto, gli interventi precedenti avevano riguardato soltanto i redditi fino a 27mila euro. Non mi sembra davvero che questa decisione sul taglio delle tasse presa dal Governo sia qualcosa tale da suscitare una simile reazione da parte dei sindacati, da giustificare uno sciopero generale, arrivando anche a una spaccatura del sindacato. Ecco, volendo fare un appunto, il Governo avrebbe potuto sterilizzare, almeno per un anno, il taglio sui redditi più alti. Tuttavia, non mi sembra un casus belli così forte da giustificare uno sciopero generale»...
«Ancora non lo sappiamo esattamente, nel senso che non è stato ancora ufficialmente indicato come il sistema delle detrazioni verrà modificato. Detto questo, se sono vere le informazioni che hanno pubblicato il Corriere della Sera e il Sole 24 Ore, tenendo conto del taglio delle tasse, ma anche dell’assegno unico, direi che ci sarà un beneficio notevole per i redditi fino a 15mila euro, poi c’è una discesa e poi una risalita e lì si raggiunge un beneficio più elevato per i redditi dai 35mila ai 50mila euro. Quindi, stiamo parlando di redditi medi. D’altro canto, i bonus precedenti, il bonus Renzi di 80 euro, poi portato a 100 euro da Gentiloni, sono andati a beneficio dei redditi fino a 20mila euro. Per cui,n questo caso, si è deciso di premiare un po’ di più i redditi medi, anche se è previsto un taglio anche per quelli alti perchè con il metodo degli scaglioni traggono un beneficio anche loro. D’altro canto, gli interventi precedenti avevano riguardato soltanto i redditi fino a 27mila euro. Non mi sembra davvero che questa decisione sul taglio delle tasse presa dal Governo sia qualcosa tale da suscitare una simile reazione da parte dei sindacati, da giustificare uno sciopero generale, arrivando anche a una spaccatura del sindacato. Ecco, volendo fare un appunto, il Governo avrebbe potuto sterilizzare, almeno per un anno, il taglio sui redditi più alti. Tuttavia, non mi sembra un casus belli così forte da giustificare uno sciopero generale»...
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