Viaggio nel territorio per capire come comuni, istituti scolastici e insegnanti si stanno attrezzando in vista dell'avvio del nuovo anno scolastico dopo la pubblicazione delle linee guida del Governo. Niente plexiglass, ma sì alle mascherine e al distanziamento sociale. Intanto, a Crema, si sono appena svolti gli ultimi esami di maturità in presenza
I corridoi sono deserti, silenziosi, il clima è surreale e sospeso come i mesi appena trascorsi. Che non fosse una maturità come le altre era chiaro a tutti. Forse per questo chi arriva sembra preparato al peggio, determinato a dare il meglio di sé, affrontando l’incognita con ottimismo e lo spirito alleggerito dalla consapevolezza che, nonostante tutto, le difficoltà sono quasi alle spalle. Sulla soglia dell’istituto superiore “Luca Pacioli di Crema” gli studenti si salutano ad un metro di distanza, scostando appena le mascherine chirurgiche per scambiarsi un sorriso d’incoraggiamento per chi si appresta ad affrontare l’esame. Ai bidelli sta il compito di sorvegliare gli accessi, misurare la temperatura, offrire generose dosi di gel igienizzante e chiedere la compilazione di un’autocertificazione di buona salute, da firmare all’ingresso dell’edificio. E’ la prassi, e forse diverrà la regola del prossimo anno scolastico, ancora avvolto nell’incertezza. Un percorso in salita, che vede il primo traguardo nel rientro in aula per svolgere l’esame di Stato in presenza, a chiosa di un anno tribolato vissuto sulla scorta della didattica a distanza. «Sarebbe stato meglio sospendere tutto, almeno per quest’anno» commenta una docente, diretta all’aula d’esame. Fuori rimangono un paio di studentesse, pronte a darsi il cambio al cospetto della commissione...
Carla Parmigiani, Lidia Gallanti, Paolo Carini, Rosario Pisani, Angelo Galimberti e Daniele Ardigò
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