Escursioni impegnative ma non proibitive: seguiteci! Per la rubrica: Passeggiando... Zaino in spalla

Una passeggiata nelle Dolomiti di Brenta, partendo da Pinzolo o Madonna di Campiglio? La mente corre subito ai rifugi Casinei, Tuckett e Brentei, Alimonta e Tosa o, con più ambizione, al rifugio XII Apostoli. Si tratta di grandi classiche dell’escursionismo rendenero che regalano grandi emozioni panoramiche ed offrono anche frequenti ed accessibili ristori, salvo la salita al rifugio XII Apostoli che richiede due o tre ore di cammino senza appoggi intermedi prima di conquistare l’agognata meta e la suggestiva chiesetta scavata nella roccia.
Con l’avvicinarsi del periodo estivo e dell’alta stagione, però, raggiungere questi rifugi può significare rinunciare ad un altro degli elementi che si cerca in montagna: la quiete e la tranquillità. Pertanto, con l’appuntamento di oggi, il primo dedicato all’escursionismo dopo tre pedalate in pianura ed una in montagna, andiamo alla scoperta della val Gelada, la più selvaggia delle vallate occidentali del gruppo delle Dolomiti di Brenta.
Ad un primo impatto può sembrare irraggiungibile: vista da Cascina Zeledria, infatti, sembra letteralmente un muro verticale ma in realtà si tratta, come spesso accade, di un’illusione ottica. L’escursione, infatti, è sì impegnativa ma tutt’altro che proibitiva. E’ richiesto un buon allenamento: il dislivello colmato sfiora i mille metri e la salita alterna tratti severi a momenti in cui rifiatare. Sono presenti alcuni tratti attrezzati con corde in metallo per facilitare l’equilibrio....
Con l’avvicinarsi del periodo estivo e dell’alta stagione, però, raggiungere questi rifugi può significare rinunciare ad un altro degli elementi che si cerca in montagna: la quiete e la tranquillità. Pertanto, con l’appuntamento di oggi, il primo dedicato all’escursionismo dopo tre pedalate in pianura ed una in montagna, andiamo alla scoperta della val Gelada, la più selvaggia delle vallate occidentali del gruppo delle Dolomiti di Brenta.
Ad un primo impatto può sembrare irraggiungibile: vista da Cascina Zeledria, infatti, sembra letteralmente un muro verticale ma in realtà si tratta, come spesso accade, di un’illusione ottica. L’escursione, infatti, è sì impegnativa ma tutt’altro che proibitiva. E’ richiesto un buon allenamento: il dislivello colmato sfiora i mille metri e la salita alterna tratti severi a momenti in cui rifiatare. Sono presenti alcuni tratti attrezzati con corde in metallo per facilitare l’equilibrio....
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Paolo Reale

