Gianluca Vialli, il pronostico dell'allenatore
Sono orgoglioso e onorato di aver avuto contatti ravvicinati, di primo secondo o terzo tipo fate voi, con quel mito di Luca Vialli che ho potuto ammirare dai gradoni dei Distinti nel suo periodo nella Cremonese. Gli ho anche fatto gol, pochi se lo ricorderanno, ribattendo un rigore che lui, portiere, aveva respinto a “Pacio” nella partita tutti contro tutti disputata allo Zini nel pieno della notte della storica promozione in serie A del 1984. La porta che difendeva Vialli, sotto la Curva Sud, aveva la traversa spezzata durante la pacifica invasione di campo seguita al discusso, purtroppo, 3 a 3 con il Palermo.
Beh, Luca era Vialli prima ancora di saperlo: già nel 1980 Mondonico, suo allenatore nella squadra Allievi della Cremonese, mi aveva confidato di avere in squadra un ragazzino con doti acrobatiche e tecniche per le quali spesso faceva fatica a non esultare come un tifoso qualsiasi e stare seduto in panchina perché non si esaltasse troppo. “Farà un carrierone - aveva pronosticato - ma lo darò a Vincenzi solo quando lo dirò io…”. Venne comunque presto il giorno dell’esordio in prima squadra. Ero presente quel 10 maggio 1981 quando Luca esordì in serie C al Tardini di Parma: a dieci dal termine Vincenzi toglie Bresolin e lo butta nella mischia di una partita sonnolenta. Luca si presenta immediatamente: prende palla sulla destra, entra in area, punta deciso Matteoni e lo salta con facilità. All’esperto difensore parmense non resta che atterrare il ragazzo per il più evidente dei calci di rigore, ma l’arbitro Giaffreda si adegua all’andazzo di giornata e sorvola sul fatto, senza portare il fischietto alla bocca. La profezia di Mondo e la giocata stratosferica confermano che il ragazzo farà strada. E caspita se ne farà…
Beh, Luca era Vialli prima ancora di saperlo: già nel 1980 Mondonico, suo allenatore nella squadra Allievi della Cremonese, mi aveva confidato di avere in squadra un ragazzino con doti acrobatiche e tecniche per le quali spesso faceva fatica a non esultare come un tifoso qualsiasi e stare seduto in panchina perché non si esaltasse troppo. “Farà un carrierone - aveva pronosticato - ma lo darò a Vincenzi solo quando lo dirò io…”. Venne comunque presto il giorno dell’esordio in prima squadra. Ero presente quel 10 maggio 1981 quando Luca esordì in serie C al Tardini di Parma: a dieci dal termine Vincenzi toglie Bresolin e lo butta nella mischia di una partita sonnolenta. Luca si presenta immediatamente: prende palla sulla destra, entra in area, punta deciso Matteoni e lo salta con facilità. All’esperto difensore parmense non resta che atterrare il ragazzo per il più evidente dei calci di rigore, ma l’arbitro Giaffreda si adegua all’andazzo di giornata e sorvola sul fatto, senza portare il fischietto alla bocca. La profezia di Mondo e la giocata stratosferica confermano che il ragazzo farà strada. E caspita se ne farà…
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Angelo Galimberti



