Attualità

«Il personalismo è il male assoluto della Politica»

L'intervista - Danilo Toninelli a tutto campo dopo l’addio di Luigi Di Maio: per il Movimento la necessità di tornare a parlare alle gente. In Regione Marco Degli Angeli condanna il “tradimento”: «Operazione di palazzo per costruirsi una carriera»

«Un enorme errore». Così il Senatore Danilo Toninelli, fra le figure più in vista del Movimento 5 Stelle, nell’intervista che ci ha rilasciato a margine del clamoroso annuncio di Luigi di Maio, commenta la sua decisione di lasciare il Movimento. L’ex ministro dei Trasporti, come di consueto, non usa mezzi termini e valuta la scissione con parole franche, senza fare sconti nè al compagno di viaggio che se ne va sbattendo la porta - «ha trovato nella politica estera un aggancio per costruirsi un futuro politico che, con il limite dei due mandati, non era garantito» - nè con l’ex Premier: «Al posto di Conte, sarei stato più accogliente, più amichevole nei confronti di Luigi che, nonostante gli errori compiuti, è comunque un pezzo incredibile della nostra storia. E quando questo pezzo incredibile sbaglia, non si reagisce allo sbaglio con un altro sbaglio, attaccandolo a tua volta». E ora che la frattura si è consumata, Toninelli ritiene che i rapporti debbano comunque essere mantenuti, ma che per il Movimento sia giunto il momento di cambiare passo perchè «il tatticismo, che pure è uno strumento importante in politica, non deve diventare prevalente su tutto il resto. Proprio il tatticismo ci ha fatto andare molto male negli ultimi due anni». Su questi ultimi mesi di legislatura, Toninelli si aspetta che «il Governo si assuma le proprie responsabilità e faccia quello che deve per raggiungere gli obiettivi per i quali è nato», mentre per le prossime elezioni, l’ex ministro auspica una modifica della legge elettorale in senso proporzionale, ma con una soglia di sbarramento alta, in grado di garantire stabilità e governabilità. E, in caso di larghe intese, che prima «si sottoscriva un contratto serio sulla base del quale ciascuno sa che cosa dovrà fare»...
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