Giovanni Baroni, luca Romano, Patrizia Toia e Giuseppe Zollino a confronto sul futuro energetico del Paese e del Vecchio Continente. «L’Europa ha bisogno di non dipendere dagli altri e di disporre di energia a basso costo per non restare tagliata fuori dalle nuove tecnologie»
Un wattmetro elettrodinamico degli anni Cinquanta: se ne potevano vedere due, lunedì scorso, all’ingresso della Fiera di Ca’ de’ Somenzi, luogo dell’incontro “L’energia che verrà. Quali fonti per il domani?”, promossa dall’Associazione Industriali di Cremona e il Comitato Piccola Industria. La coppia di apparecchi, messi a disposizione dall’Istituto Tecnico Torriani, sono cimeli storici che fanno riflettere: chissà se, fra mezzo secolo, le centrali a fusione o pannelli solari ad altissima efficienza saranno in grado di risolvere le incognite attuali. Le tecnologie di cui disponiamo oggi - ne hanno discusso quattro ospiti illustri - offrono più di un motivo per essere moderatamente ottimisti: il professor Giuseppe Zollino (responsabile Energia e Ambiente di Azione, il partito guidato da Carlo Calenda), Luca Romano (fondatore e Amministratore dell’associazione “Avvocato dell’atomo”), Patrizia Toia (Vice Presidente Commissione per l’industria, la ricerca e l’energia, nonché europarlamentare del Partito Democratico) e Giovanni Baroni, Presidente Piccola Industria.
Moderatrice dell’incontro è la giornalista di Class Cnbc, Jole Saggese, la quale, dopo l’impennata dei costi dell’energia, principia puntando subito al cuore della crisi crisi economica: quali sono le emergenze maggiori per le imprese italiane?
Moderatrice dell’incontro è la giornalista di Class Cnbc, Jole Saggese, la quale, dopo l’impennata dei costi dell’energia, principia puntando subito al cuore della crisi crisi economica: quali sono le emergenze maggiori per le imprese italiane?
LEGGI IL SERVIZIO COMPLETO SULL'EDIZIONE DI MONDO PADANO IN EDICOLA FINO A GIOVEDI' 16 MAGGIO, OPPURE ABBONANDOTI SU WWW.MONDOPADANO.IT
Stefano Frati

