Anche la lapidaria frase di Enrico Berlinguer: “Preferisco la Nato al patto di Varsavia” potrebbe mostrare una sua fragilità se rapportata ai Brics (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica), al ruolo crescente di questi Paesi ed al forte mutamento di scenari e prospettive a livello economico e di relazioni internazionali. In questo contesto, caratterizzato da una previsione della nostra crescita interna inferiore all’1% annuo per il prossimo triennio, ivi compreso la “crescita” del bonus edilizia e pur in assenza di fiammate a partire dal comparto strategico dell’energia, l’Europa rischia di diventare una realtà di secondo piano a livello mondiale, sia sul terreno economico, ma ancor di più su quello strategico. La conseguenza sarebbe essere sostituita dalle nuove economie emergenti a livello globale. Se debole è il riferimento dei vari paesi europei a livello singolo, ancora di più si avverte questo stacco a livello di rappresentanza complessiva degli interessi del continente.
Troppi i punti di conflitto e di divisione, anche sulle questioni più immediate come la guerra in Ucraina e la stessa mancanza di peso nel conflitto mediorientale. Ed eccedendo nella volontà di normare e regolare ogni ambito produttivo, anche quelli meno significativi all’interno, ci si è persi in un ginepraio di politiche agricole e industriali sovente conflittuali con le esigenze imprenditoriali, eccessivamente a briglia sciolta nel decentramento asiatico del manifatturiero, dei presidi sanitari e delle stesse nuove tecnologie informatiche, dai social all’intelligenza artificiale, alla vulnerabilità dei nostri sistemi legati ai dati sensibili ma, soprattutto, senza certezza e senza attribuire importanza ad una comune authority di politica estera, di sicurezza e di difesa, e di rappresentanza negli organismi internazionali. Invece di guardare la luna forse ci siamo persi nella contemplazione del dito. In questo contesto...
Troppi i punti di conflitto e di divisione, anche sulle questioni più immediate come la guerra in Ucraina e la stessa mancanza di peso nel conflitto mediorientale. Ed eccedendo nella volontà di normare e regolare ogni ambito produttivo, anche quelli meno significativi all’interno, ci si è persi in un ginepraio di politiche agricole e industriali sovente conflittuali con le esigenze imprenditoriali, eccessivamente a briglia sciolta nel decentramento asiatico del manifatturiero, dei presidi sanitari e delle stesse nuove tecnologie informatiche, dai social all’intelligenza artificiale, alla vulnerabilità dei nostri sistemi legati ai dati sensibili ma, soprattutto, senza certezza e senza attribuire importanza ad una comune authority di politica estera, di sicurezza e di difesa, e di rappresentanza negli organismi internazionali. Invece di guardare la luna forse ci siamo persi nella contemplazione del dito. In questo contesto...
Giuseppe Torchio
Sindaco di Bozzolo
(ex parlamentare ed ex Presidente della Provincia di Cremona
Sindaco di Bozzolo
(ex parlamentare ed ex Presidente della Provincia di Cremona
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