L'indagine - L’Osservatorio Provinciale ha fotografato l’andamento delle Cob nel corso del 2016: calano drasticamente i contratti a tempo indeterminato, crescono quelli a termine. E fra i nuovi contratti prevalgono le competenze medio-basse. Proprio quelle che rischiano di essere spazzate via dall'automazione, dalla robotica e dalla digitalizzazione
E‘ mun mercato ancora sofferente e problematico quello fotografato dal Settore Lavoro dell’Amministrazione Provinciale di Cremona. Se lo scorso anno la disoccupazione è passata dal 6,9% al 7,4%, con 12.000 disoccupati a fronte degli 11.300 del 2015 (Mondo Padano del 17 marzo, ndr), l’andamento delle Cob (comunicazioni obbligatorie, ndr), che fotografano avviamenti, (i nuovi contratti), cessazioni, (la fine dei contratti), trasformazioni da una tipologia contrattuale ad un’altra e le singole tipologie dei rapporti di lavoro, mostra un mercato del lavoro meno frizzante e più precario: rispetto alla fiammata che si era registrata nella primavera del 2015 quando, sulle ali degli incentivi del ‘Jobs Act’, i contratti a tempo indeterminato avevano registrato un balzo in avanti, nel 2016, questo tipo di contratti ha subito una pesante flessione. Certo, gli eventi positivi (nuovi contratti, proroghe di contratti già in essere e trasformazioni contrattuali positive) sono la maggioranza (il 57%) a fronte del 43% di eventi negativi. Tuttavia, gli eventi positivi risultano in (leggero) calo rispetto al 2015 (-1,63%). Dal rapporto emergono altri aspetti degni di nota...
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