L'intervista - Elisa Pizzera racconta studi, aspettative e professione a Mondo Padano. Se ne parla ancora troppo poco. In Italia si registra un 30% di opposizioni

Elisa Pizzera è un’infermiera di grandissima esperienza, che ha scelto di proseguire la propria formazione professionale attraverso due importanti percorsi. In questa intervista racconta cosa significhi oggi svolgere una professione delicata e fondamentale come quella dell’infermiera: «Finito il triennio di operatore turistico presso l’Istituto Einaudi, avevo intenzione di diventare infermiera. Qualcosa che da sempre mi aveva affascinato. Premetto che in famiglia non c’erano infermieri, mia madre aveva svolto la professione di Oss a Cingia de’ Botti».
Dove si è formata?
La scuola aveva sede a Cremona, la stessa dove ora trova posto la sede distaccata dell’università di Brescia. Quando mi iscrissi, regione Lombardia dava un sostegno agli studenti perché vi era grande carenza di figure come quella dell’infermiere. Era ancora un percorso di studi secondo il vecchio ordinamento. Partimmo in quasi duecento, poi tanti si ritirarono. Mi diplomai nel 1993...
La scuola aveva sede a Cremona, la stessa dove ora trova posto la sede distaccata dell’università di Brescia. Quando mi iscrissi, regione Lombardia dava un sostegno agli studenti perché vi era grande carenza di figure come quella dell’infermiere. Era ancora un percorso di studi secondo il vecchio ordinamento. Partimmo in quasi duecento, poi tanti si ritirarono. Mi diplomai nel 1993...
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Emilio Croci
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