L'intervista - L'assessore alle Infrastrutture, trasporti e mobilità sostenibile della Regione Lombardia, a tutto campo sul presente e sul futuro del trasporto ferroviario in Lombardia
La prima è che i sistemi e le procedure di sicurezza definiti dagli enti statali sono molteplici. Taluni sostengono siano addirittura troppi rispetto a ciò che si fa in altri Paesi europei, altri sostengono che siano rigidi su aspetti marginali e poco efficaci su temi più importanti. Taluni dicono che ci vogliono più controlli, altri sostengono che troppi controlli vanno a danno dell’efficacia del trasporto. Il dato di fatto è che, comunque, il trasporto ferroviario è più sicuro del viaggio in automobile. Ciò non vuol dire che non si debbano prevenire incidenti come quello di Pioltello o quello di Lodi, migliorando controlli e interventi ed effettuando una manutenzione e un ammodernamento sistematico delle infrastrutture. La seconda osservazione riguarda come è organizzata la gestione della rete ferroviaria. È noto che Regione Lombardia, nell’ambito delle richieste di maggior autonomia in attuazione della Costituzione, ha proposto di diventare il soggetto titolare della rete ferroviaria al posto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Tale richiesta è proprio finalizzata alla sicurezza e alla efficienza facendo in modo che chi gestisce le ferrovie (RFI) abbia effettivamente un soggetto pubblico - nello specifico Regione Lombardia al posto del Ministero - che verifichi le sue prestazioni. Soprattutto un soggetto che, essendo più legato al territorio, possa fornire un valore aggiunto. Del resto Regione Lombardia, attraverso la rete afferente a Ferrovienord, ha dimostrato e dimostra di saper gestire l’infrastruttura ferroviaria».
Paolo Carini
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