L'intervista - L'economista cremonese a tutto campo sulla ripresa e sui problemi più urgenti da affrontare: «Competere con la Cina è naturale. L’asse fra America ed Europa è normale»
«L’importante è che ci sia una ripartenza: certo, la ripartenza è stata più rapida di quanto pensavano alcuni; da parte mia, ho sempre detto che, superati i problemi sanitari, la ripartenza sarebbe stata molto veloce. A questa si sono poi aggiunte politiche monetarie e di finanza pubblica molto espansive, che hanno accentuato questa corsa. A questo punto, è però inevitabile che ci sia una pressione sui “colli di bottiglia”. Bisogna sperare che ci sia un aggiustamento, una tantum, del livello dei prezzi e che poi, tornata la situazione normale, l’inflazione torni a livelli normali. Questo è ancora lo scenario più probabile. Se ci fosse invece un ulteriore aumento dell’inflazione, allora sarebbe un problema, perché porterebbe a un aumento degli interessi. I Paesi molto indebitati come il nostro ne risentirebbero»...
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