L'intervista - Il direttore dell'Osservatorio Conti Pubblici spiega perchè l’Italia deve liberarsi dai “sette peccati capitali” che imprigionano l’economia italiana: evasione fiscale, corruzione, burocrazia, giustizia, nascite, questione meridionale, i nodi irrisolti. Priorità per il prossimo Parlamento che mal si sposano con le promesse elettorali di queste settimane in vista delle elezioni del 4 marzo.
Evasione fiscale, corruzione, burocrazia, lentezza della giustizia, crollo demografico, divario tra Nord e Sud, difficile convivenza con l’euro. Sono questi, secondo Carlo Cottarelli, già direttore esecutivo presso il Fondo Monetario Internazionale ed ex Commissario alla Spending Review, oggi Direttore dell’Osservatorio sui Conti Pubblici lanciato a novembre all’università Cattolica di Milano, gli ostacoli più importanti sul cammino dell’Italia per ridurre il debito pubblico italiano in modo strutturale e intercettare una crescita più vigorosa rispetto a quella degli ultimi vent’anni, una zavorra che ha rallentato la corsa del Paese relegandolo nelle retrovie. E proprio a questi “sette peccati capitali dell’economia italiana” è dedicato l’ultimo libro realizzato da Cottarelli che sarà presentato domani, sabato 24 febbraio, alle 17.30, presso la Libreria Feltrinelli. L’incontro, organizzato dall’associazione Officina Liberale, vedrà la partecipazione dello stesso Carlo Cottarelli, intervistato dal Direttore responsabile de Linkiesta, Francesco Cancellato...
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