Attualità

Carità sotto il cappello

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Carità sotto il cappello

La Compagnia delle Figlie della Carità all’opera a Sant’Agata. Prima casa a S.Vincenzo. L’arrivo a Cremona nel 1859 dopo la sanguinosa battaglia di Solferino. Negli anni ‘90 la chiusura: rimase solo suor Maria impegnata anche nella nuova Casa dell’Accoglienza

Il terzo bambino dell’ultima fila, partendo da sinistra, ci ha prestato la fotografia che ritrae gli allievi della scuola materna di S. Agata in via Bembo nell’anno 1930, scuola gestita dalle famose “Suore Cappellone”. Esattamente queste suore sarebbero le “Figlie della carità” volute sin dal 1633 da S.Vincenzo de’ Paoli e dalla Beata Luisa di Marillac: ma nella memoria popolare restano semplicemente “le cappellone”, per via dell’enorme svolazzante copricapo inamidato che le faceva apparire simili alle dame raffigurate nei quadri dei pittori fiamminghi. Dal 1964 lo hanno eliminato e vanno a capo semiscoperto con i capelli appena raccolti in un fazzoletto, vestono un abito color carta da zucchero con gonna al polpaccio che le fa apparire più simili a delle operaie. In realtà queste suore non sono religiose e la Compagnia delle Figlie della Carità è una “società di vita apostolica, una comunità di donne chiamate da Dio a vivere insieme con un fine proprio: amare e servire Gesù Cristo incarnato nella persona dei Poveri”, come è scritto sul sito ufficiale della casa madre. Queste donne fanno Voti semplici e rinnovabili, quindi non religiosi, e ricercano la perfezione dell’amore nel vivere le Regole e Costituzioni della propria Compagnia...
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Giorgio Bonali
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