Intervista ai progettisti, Andrea Carcereri e Riccardo Salà: ecco dove saranno i laboratori, le aule, la mensa, il convitto e gli spazi verdi connessi con wi-fi
Che volto assumerà l’ex caserma Manfredini? In quali parti sarà ristrutturata e in quali rimessa completamente a nuovo? In cosa si caratterizzeranno gli spazi del Campus che vi si insedierà? Ne abbiamo parlato con i progettisti, gli architetti Andrea Carcereri e Riccardo Salà, della Società Cooperativa di Progettazione e Ricerca Architettonica, Territoriale e Tecnologica COPRAT. Carcereri, che è l’attuale presidente, e Salà – socio della cooperativa dal 2010 – ci hanno condotto in una visita virtuale dell’intero complesso: circumnavigazione in senso orario con partenza a metà del perimetro di via Bissolati, dove sarà mantenuto l’ingresso principale.
I due architetti parlano di «un intervento imponente, che coinvolge 20mila metri quadrati di costruito su una superficie complessiva di 30mila». I cantieri sono in parte già aperti, con sgomberi e demolizioni interne ad alcuni edifici, mentre la previsione del fine-lavori è fissata tra settembre e dicembre 2024. Almeno questo recita l’accordo tra il Demanio e il Politecnico di Milano, il cui obiettivo è offrire strutture didattiche e ricettive all’avanguardia per i propri studenti.
«L’attuale conformazione dell’ex caserma Manfredini – spiega Carcereri – è frutto di successive modificazioni che si sono succedute nel tempo a partire dal nucleo più antico, quello del palazzo del Covo su via Bissolati, fino ad arrivare ai fabbricati più recenti di epoca novecentesca, realizzati dal comando militare». Per questo, aggiunge Salà, «ci saranno differenti approcci agli edifici, con interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, risanamento conservativo, restauro, demolizione». Insomma, si vedrà realizzato tutto (o quasi) il panorama degli interventi per cambiare volto e destinazione all’ex Manfredini.
All’interno del complesso, troveranno spazio le funzioni proprie di una università, con servizi a supporto. «Partiamo dall’edificio che si affaccia su via Bissolati (2.000 mq circa) di fianco al quale sarà mantenuto l’ingresso principale che fu della caserma e sarà del nuovo Campus. Si tratta della ex palazzina di comando, in cui troveranno spazio gli uffici direzionali del Politecnico (ex blocchi 6-7) destinati a professori, segreterie per gli studenti, uffici tecnici e servizi correlati». Risalendo via Bissolati in direzione piazza Cadorna, incontriamo (...).
I due architetti parlano di «un intervento imponente, che coinvolge 20mila metri quadrati di costruito su una superficie complessiva di 30mila». I cantieri sono in parte già aperti, con sgomberi e demolizioni interne ad alcuni edifici, mentre la previsione del fine-lavori è fissata tra settembre e dicembre 2024. Almeno questo recita l’accordo tra il Demanio e il Politecnico di Milano, il cui obiettivo è offrire strutture didattiche e ricettive all’avanguardia per i propri studenti.
«L’attuale conformazione dell’ex caserma Manfredini – spiega Carcereri – è frutto di successive modificazioni che si sono succedute nel tempo a partire dal nucleo più antico, quello del palazzo del Covo su via Bissolati, fino ad arrivare ai fabbricati più recenti di epoca novecentesca, realizzati dal comando militare». Per questo, aggiunge Salà, «ci saranno differenti approcci agli edifici, con interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, risanamento conservativo, restauro, demolizione». Insomma, si vedrà realizzato tutto (o quasi) il panorama degli interventi per cambiare volto e destinazione all’ex Manfredini.
All’interno del complesso, troveranno spazio le funzioni proprie di una università, con servizi a supporto. «Partiamo dall’edificio che si affaccia su via Bissolati (2.000 mq circa) di fianco al quale sarà mantenuto l’ingresso principale che fu della caserma e sarà del nuovo Campus. Si tratta della ex palazzina di comando, in cui troveranno spazio gli uffici direzionali del Politecnico (ex blocchi 6-7) destinati a professori, segreterie per gli studenti, uffici tecnici e servizi correlati». Risalendo via Bissolati in direzione piazza Cadorna, incontriamo (...).
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Cristiano Guarneri

