L’incertezza rappresenta l’elemento dominante di queste settimane. Mentre ci avviciniamo inesorabilmente al quarto mese di guerra, proprio ieri, giovedì 16 giugno, si è tenuto un viaggio di grande importanza, con la visita a Kiev dei tre principali leader europei, Draghi, Macron e Scholz: anche con la loro presenza fisica nella capitale ucraina, hanno fatto sentire tutta la vicinanza e la compattezza dell’Europa, ribadendo la scelta di campo compiuta e mandando un chiaro messaggio alla Russia, pur nella consapevolezza che il quadro generale resta molto complesso e che - ha affermato il cancelliere tedesco - «davanti a noi abbiamo settimane molto difficili». Una conferma è arrivata proprio da Mosca che ha ridotto le forniture di gas ai due Paesi maggiormente dipendenti da questa fonte energetica, Germania e Italia. Immediate le ripercussioni sui prezzi tornati a lievitare rapidamente verso livelli preoccupanti, sia per l’impatto immediato sull’economia, sia in vista dell’autunno e dell’inverno, quando la richiesta di gas aumenterà. A rendere il quadro ancora più fosco, la decisione della BCE di avviare una graduale riduzione degli acquisti dei titoli di stato e di alzare i tassi di interesse, innescando una violenza reazione sui mercati con il tonfo delle principali piazze finanziarie e l’impennata dello spread. Insomma, le premesse per una seconda parte dell’anno molto “agitata” ci sono tutte. Vedremo quale sarà l’evoluzione della crisi a livello internazionale e quali ulteriori azioni saranno messe in campo per fronteggiarla.
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