Il caso - Dovevano sparire, ma ora sono in molti a chiedere che tornino “in campo” con pieni poteri: il “no” al referendum del 4 dicembre scorso ha “salvato” gli enti intermedi. Viola: «Ora un ruolo di coordinamento del territorio». Categorie economiche e sindacato: «Il luogo dove fare sintesi delle priorità su cui concentrarsi»

Nell’aprile 2014 la Camera trasformò in legge quello che, più semplicemente, era chiamato “Disegno di legge Delrio” sulla riforma delle Province. Il Senato lo aveva approvato solamente qualche settimana prima. Le riforma Delrio, il cui effetto è stato quello di trasformare le Province in enti di secondo livello, per i quali non sono cioè più previste elezioni dirette, è rimasta un’incompiuta. Il referendum renziano dello scorso 4 dicembre, che le avrebbe dovute cancellare dalla Costituzione, infatti, è fallito.
Le province, di fatto, sono state sostituite da assemblee costituite da sindaci dei Comuni che fanno parte della Provincia stessa, da un presidente e da un organo, il cosiddetto Consiglio provinciale, di cui fanno parte, oltre al presidente della Provincia, anche un gruppo di una decina di membri eletti dagli amministratori dei suddetti Comuni...
Le province, di fatto, sono state sostituite da assemblee costituite da sindaci dei Comuni che fanno parte della Provincia stessa, da un presidente e da un organo, il cosiddetto Consiglio provinciale, di cui fanno parte, oltre al presidente della Provincia, anche un gruppo di una decina di membri eletti dagli amministratori dei suddetti Comuni...
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Emilio Croci

