L'intervista - Il vicepresidente e assessore al Welfare, Letizia Moratti indica la direzione: nuove chiusure per frenare il contagio e vaccini a tutti prima possibile. La Regione punta sulla salute investendo su nuovi ospedali (Cremona) e sul potenziamento della medicina territoriale
La Lombardia è zona “arancione rinforzato” fino al 14 marzo. L’ordinanza firmata dal presidente della Regione Attilio Fontana risponde al nuovo aumento di casi sul territorio di competenza, che giovedì hanno sfiorato soglia 4.545 ricoverati per Covid e 532 positivi in terapia intensiva. Non si esclude il passaggio in zona rossa. A circa un anno di distanza dai primi lockdown localizzati introdotti nel territorio lodigiano - poi estesi su scala nazionale – la pandemia non arresta il proprio corso, incalzato dalle varianti del virus. Cambia l’approccio dei governi regionali, che a febbraio hanno istituito “micro zone rosse” per isolare i territori in cui l’aumento di contagi risulta più consistente. Risale ormai a due mesi fa la nomina di Letizia Moratti al Welfare e alla vicepresidenza di Regione Lombardia, in uno dei momenti più critici e sensibili mai riscontrati su scala locale e nazionale. L’assessore fa il punto sull’incarico «accettato per spirito di servizio» e sulla gestione della pandemia, che «ha lasciato immagini che non vogliamo più rivedere, qualcosa che entrerà e di fatto è già entrata nei libri di storia»...
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Lidia Gallanti
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