Marcello Garini, che ha fatto della “sicurezza di sé” il suo valore aggiunto, si racconta. «Imparare a superare ogni tipo di ostacolo è fondamentale nel mondo del lavoro»
Oggi mi incontro con Marcello Garini, “Fullstack Engineering Manager” ossia uno degli ingegneri responsabili all’interno del dipartimento di Software Development della Business Unit BEE del Gruppo Growens a Cremona. Nato nella città del Torrazzo, 35 anni fa, infanzia a Sospiro e con all’attivo già un curriculum di tutto rispetto.
Ingegner Garini, ci racconti tutto dall’inizio: da Sospiro alla scelta dell’Università. Com’ è giunto a certe scelte?
«Ho iniziato a quattordici anni a pormi delle domande con la scelta delle superiori; allora ero indeciso, ma avevo come passione quella di smontare e rimontare computer e inoltre avevo iniziato a fare qualcosa come programmazione di base. Possiamo dire che è iniziato come un hobby; ero molto giovane, non avevo certo ancora ben in mente cosa avrei fatto “da grande”. Nel dubbio la scelta delle superiori è ricaduta su una via di mezzo: ragioneria, che però aveva la parte programmatori. Mi sono tenuto aperte due strade grazie ad economia ed informatica. Una volta finite le superiori, tra le due ho capito che nettamente prevaleva l’informatica e quindi mi sono iscritto al Politecnico per fare Ingegneria Informatica».
«Ho iniziato a quattordici anni a pormi delle domande con la scelta delle superiori; allora ero indeciso, ma avevo come passione quella di smontare e rimontare computer e inoltre avevo iniziato a fare qualcosa come programmazione di base. Possiamo dire che è iniziato come un hobby; ero molto giovane, non avevo certo ancora ben in mente cosa avrei fatto “da grande”. Nel dubbio la scelta delle superiori è ricaduta su una via di mezzo: ragioneria, che però aveva la parte programmatori. Mi sono tenuto aperte due strade grazie ad economia ed informatica. Una volta finite le superiori, tra le due ho capito che nettamente prevaleva l’informatica e quindi mi sono iscritto al Politecnico per fare Ingegneria Informatica».
Mentre la sua personalità si formava e veniva attratta dalla programmazione, cresceva però parallelamente anche una passione particolare. Ce ne vuole parlare?
«Credo lei si riferisca al Parkour. È un’attività ludico-sportiva praticata negli spazi cittadini, consistente nel superare ostacoli architettonici di vario tipo con volteggi, salti e altre acrobazie. Il parkour è una disciplina che ho scoperto appena terminata l’università...
«Credo lei si riferisca al Parkour. È un’attività ludico-sportiva praticata negli spazi cittadini, consistente nel superare ostacoli architettonici di vario tipo con volteggi, salti e altre acrobazie. Il parkour è una disciplina che ho scoperto appena terminata l’università...
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Francesca Wührer

