Politica

Manovra di bilancio del Comune di Cremona Cgil, Cisl e Uil contestano «Scelte culturali che non ci appartengono»

«L’Amministrazione ha interpretato la definizione del bilancio in chiave puramente ragionieristica non come occasione di strategie politiche a favore del benessere della comunità». Questa la dichiarazione congiunta di Cgil-Cisl-Uil sulla manovra di bilancio decisa dalla giunta peri. «L’aumento indiscriminato delle tariffe - continuando le sigle sindacali in un documento che segna punto per punto gli interventi decisi dall'amministrazione -e delle tasse scaricate sui più deboli; il tentativo di ostacolare l’accesso alle scuole comunali di Cremona, luogo di inclusione ed integrazione; il concepire i servizi come ad esempio l’asilo nido, come opportunità solo per chi ha maggiori disponibilità economiche, sono scelte culturali che non appartengono al Sindacato Confederale cremonese».
Quindi la richiesta di riformulare la proposta tenendo conto delle difficoltà economiche delle famiglie: «E' necessario attuare progressività e proporzionalità nell’applicazione dell’addizionale IRPEF - specificano i sindacati - modulare l’IMU, agevolando chi applica affitti concordati e non penalizzando le attività produttive soprattutto i settori in grave difficoltà come il Commercio e il Turismo, programmare i servizi per l’infanzia, partendo da una adeguata lettura dei bisogni delle famiglie». Si chiede inoltre di reperire liquidità attraverso un controllo e contrasto dell'evasione e dell'elusione contributiva e fiscale, il risparmio energetici utilizzando le fonti di energia alternativa e l'utilizzazione di nuove fonti di finanziamento a partire dai Fondi Europei.
Infine, Cgil-Cisl Uil chiedono di riformulare le misure a sostegno delle persone colpite dalla crisi per legare maggiormente gli interventi alla situazione di reddito individuale (c.d. “Protocollo anti crisi”) e procedere in tempi certi ad una complessiva riorganizzazione interna della Amministrazione Comunale per ottimizzare tutte le risorse a disposizione razionalizzando di conseguenza l’assetto dei dirigenti e dei quadri.
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