

«Titan», un progetto a tutela della filiera plant-based per individuare in fretta la presenza di patogeni
Marta Bisaschi, microbiologa dell'Università Cattolica di Cremona e Piacenza, nel gruppo di lavoro
Si chiama «Titan» ed è un progetto europeo della durata di quattro anni, rientrante nel programma quadro per la ricerca e l’innovazione Horizon Europe, finanziato dalla Commissione europea. In esso sono coinvolti 27 diversi partner appartenenti a 14 differenti Paesi europei. Tra questi anche l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza-Cremona grazie al lavoro svolto dalla dottoranda Marta Bisaschi, che fa parte del gruppo di microbiologi della facoltà di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali. L’abbiamo intervistata.
In cosa consiste il progetto?
«Ha come obiettivo quello di implementare la tracciabilità, la trasparenza e l’autenticità del sistema agroalimentare. Come Università Cattolica, in particolare, curiamo una filiera nuova, quella dei prodotti plant-based, molto in voga, alternativi ai lattiero-caseari. Pochi gli studi scientifici finora compiuti in merito, benché si tratti di prodotti, che hanno avuto un notevole aumento sul mercato negli ultimi anni sino a divenire di largo consumo, un po’ per le diete vegane, un po’ per ragioni etiche ed ambientali. La nostra idea è...
«Ha come obiettivo quello di implementare la tracciabilità, la trasparenza e l’autenticità del sistema agroalimentare. Come Università Cattolica, in particolare, curiamo una filiera nuova, quella dei prodotti plant-based, molto in voga, alternativi ai lattiero-caseari. Pochi gli studi scientifici finora compiuti in merito, benché si tratti di prodotti, che hanno avuto un notevole aumento sul mercato negli ultimi anni sino a divenire di largo consumo, un po’ per le diete vegane, un po’ per ragioni etiche ed ambientali. La nostra idea è...
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Mauro Faverzani