

Rivoltini: «Il turismo è la vocazione naturale di Cremona, con Expo si possono realizzare progetti duraturi»
Nessuna ricetta miracolosa. La chiave per uscire dalla crisi si trova nella qualità dei prodotti perchè il made in Italy è ancora l’asso nella manica delle imprese italiane. Massimo Rivoltini, presidente di Confartigianato e imprenditore del settore dolciario, ne è convinto: «Insieme a interventi strutturali che devono essere definiti a livello centrale, non possiamo fare altro che contare su noi stessi e sul nostro lavoro. Due elementi possono essere determinanti: l’azione di squadra tra le realtà del territorio e il ruolo delle associazioni, fondamentali per orientare le imprese e agevolarle».
E se oggi, a differenza del passato, aumentare la produzione non significa più garantirsi entrate maggiori, l’altra faccia della crisi è rappresentata dalla spinta verso l’innovazione: «In alcuni settori dell’artigianato si sta smuovendo qualcosa – afferma –. La ripresa o la buona tenuta di un’azienda si giocano proprio sulla capacità di ricercare nuovi sbocchi e nuove strategie. L’export è sicuramente una di queste, ma non ci si può dimenticare di investire comunque sul territorio per prevenire il degrado del tessuto imprenditoriale».
Perché le imprese, anche quelle più piccole, restano per Rivoltini una risorsa sociale: «Molto spesso assolvono a compiti che il welfare non riesce più a sostenere – sottolinea -. Mi riferisco all’imprenditoria sana, quella che crea lavoro e ricchezza. Questa dovrebbe essere aiutata e supportata facilitando l’accesso al credito, agevolando i pagamenti, creando iter burocratici meno farraginosi e lunghi». A livello territoriale Rivoltini vede molti punti di forza. Anche se l’handicap principale è rappresentato dall’incapacità di fare sistema: «Un esempio che mi tocca da vicino è la Festa del Torrone – spiega -. Alla fine si è raggiunta un’intesa che offrirà a Cremona grandi opportunità e visibilità per nove giorni. Le ricadute positive ci saranno per tutti gli attori economici». Il turismo è l’aspetto su cui secondo il presidente di Confartigianato occorre puntare: «Il capoluogo e il territorio provinciale hanno questa propulsione che però non è abbastanza valorizzata. Ci troviamo in una posizione baricentrica e questo dovrebbe favorirci, invece dobbiamo fare ancora grandi balzi in avanti. Cremona è sottostimata sebbene possa contare su un sistema museale, su bellezze architettoniche di valore e specialità gastronomiche uniche. Ci sono tutti gli ingredienti per esercitare appeal. Il punto di debolezza sono le infrastrutture e come detto la scarsa capacità di creare sinergie».
Al riguardo Expo 2015 potrebbe essere una grossa chance: «Ma non inteso come una grande slot machine – afferma il rappresentante degli artigiani – perché si tende a pensare a questo evento come occasione per incamerare finanziamenti. In realtà, occorre sapere come investire queste risorse: creare strutture che funzionano qualche mese e che poi restano vuote non è quello che serve. Piuttosto, Expo deve essere occasione di grande promozione. A questo proposito, insieme alla Camera di Commercio, si sta lavorando a delle proposte per rilanciare il ruolo di Cremona come centro di servizi al turismo. Una base d’appoggio per i visitatori che possono essere accompagnati alla scoperta del territorio, delle aziende locali e di tutta la filiera agroalimentare. Solo così i benefici saranno a lungo termine».
E’ anche quello che chiedono le aziende, sempre più alle prese con difficoltà pratiche: «Come associazione abbiamo il compito di portare avanti le istanze delle realtà più piccole, quelle che non possono permettersi di stare in apnea con pagamenti dilazionati o una burocrazia lenta e slegata dalla realtà. Artigiani che con il loro lavoro portano a casa semplicemente lo stipendio per vivere. E’ soprattutto per loro che l’ente deve giocare il suo ruolo sindacale».
E se oggi, a differenza del passato, aumentare la produzione non significa più garantirsi entrate maggiori, l’altra faccia della crisi è rappresentata dalla spinta verso l’innovazione: «In alcuni settori dell’artigianato si sta smuovendo qualcosa – afferma –. La ripresa o la buona tenuta di un’azienda si giocano proprio sulla capacità di ricercare nuovi sbocchi e nuove strategie. L’export è sicuramente una di queste, ma non ci si può dimenticare di investire comunque sul territorio per prevenire il degrado del tessuto imprenditoriale».
Perché le imprese, anche quelle più piccole, restano per Rivoltini una risorsa sociale: «Molto spesso assolvono a compiti che il welfare non riesce più a sostenere – sottolinea -. Mi riferisco all’imprenditoria sana, quella che crea lavoro e ricchezza. Questa dovrebbe essere aiutata e supportata facilitando l’accesso al credito, agevolando i pagamenti, creando iter burocratici meno farraginosi e lunghi». A livello territoriale Rivoltini vede molti punti di forza. Anche se l’handicap principale è rappresentato dall’incapacità di fare sistema: «Un esempio che mi tocca da vicino è la Festa del Torrone – spiega -. Alla fine si è raggiunta un’intesa che offrirà a Cremona grandi opportunità e visibilità per nove giorni. Le ricadute positive ci saranno per tutti gli attori economici». Il turismo è l’aspetto su cui secondo il presidente di Confartigianato occorre puntare: «Il capoluogo e il territorio provinciale hanno questa propulsione che però non è abbastanza valorizzata. Ci troviamo in una posizione baricentrica e questo dovrebbe favorirci, invece dobbiamo fare ancora grandi balzi in avanti. Cremona è sottostimata sebbene possa contare su un sistema museale, su bellezze architettoniche di valore e specialità gastronomiche uniche. Ci sono tutti gli ingredienti per esercitare appeal. Il punto di debolezza sono le infrastrutture e come detto la scarsa capacità di creare sinergie».
Al riguardo Expo 2015 potrebbe essere una grossa chance: «Ma non inteso come una grande slot machine – afferma il rappresentante degli artigiani – perché si tende a pensare a questo evento come occasione per incamerare finanziamenti. In realtà, occorre sapere come investire queste risorse: creare strutture che funzionano qualche mese e che poi restano vuote non è quello che serve. Piuttosto, Expo deve essere occasione di grande promozione. A questo proposito, insieme alla Camera di Commercio, si sta lavorando a delle proposte per rilanciare il ruolo di Cremona come centro di servizi al turismo. Una base d’appoggio per i visitatori che possono essere accompagnati alla scoperta del territorio, delle aziende locali e di tutta la filiera agroalimentare. Solo così i benefici saranno a lungo termine».
E’ anche quello che chiedono le aziende, sempre più alle prese con difficoltà pratiche: «Come associazione abbiamo il compito di portare avanti le istanze delle realtà più piccole, quelle che non possono permettersi di stare in apnea con pagamenti dilazionati o una burocrazia lenta e slegata dalla realtà. Artigiani che con il loro lavoro portano a casa semplicemente lo stipendio per vivere. E’ soprattutto per loro che l’ente deve giocare il suo ruolo sindacale».
Massimo Rivoltini
Presidente Confartigianato Cremona
Presidente Confartigianato Cremona
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