Made in Italy, il lambrusco Vignoli dell’Oglio Po conquista anche New York

«Ho diminuito le vendite locali, ma come in una barzelletta, sono arrivati due giapponesi un americano e un tedesco e pochi giorni fa il mio vino è partito per New York. A conferma che la qualità paga». La storia di Guglielmina Vignoli, contadina, come ama definirsi lei, dell'area Oglio Po è emblematica. Produce secondo i dettami dell'agricoltura biologica da anni e il suo vino, un lambrusco viadanese-sabbionetano dall'ottimo rapporto qualità/prezzo, è riuscito a superare la crisi aprendosi al mercato estero. C'è chi lo ha assaggiato e chi l'ha conosciuto on-line sta di fatto che piace e che il mercato estero, che tanto ama la qualità italiana, è diventato per questo vino “made in Commessaggio” uno sbocco prezioso.
La storia di Guglielmina Vignoli e Corte Pagliare Verdieri è emblematica. Racconta di come la crisi rappresenti un evidente momento di difficoltà ma anche un'occasione per trovare nuove soluzioni. Così se il mercato italiano tentenna si può pensare a quello internazionale come nuova fonte di reddito per un prodotto che punta tutto sullo qualità. A riconoscerne la bontà era stato anche “Il Sole 24 ore” nel suo viaggio nell'Italia low cost del vino. “Per chi ama il Lambrusco – si legge nel servizio rintracciabile anche on line, “Cantine ricche di sapori locali” - uno antico dalla spuma scura e copiosa nel mantoivano, il Viadanese e Sabbionetano Doc dell'azienda biologica Corte Pagliare Verdieri. Frutto delle radici contadine, non ha i difetti del vino contadino”.
Katia Bernuzzi
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