

Lettere
Nella sventura, altruismo e carità, veri e propri spiragli di luce, hanno illuminato la vita della collettività
Nei primi giorni di diffusione dell’epidemia sentivamo ripetere spesso: “andrà tutto bene” …
Uno slogan, più che un incoraggiamento, che poi, con il passare dei giorni e il succedersi dei lutti, è stato quasi del tutto sostituito dal più pragmatico “io resto a casa”.
Forse perché quelle iniziali parole di speranza suonavano menzognere per tutti quei contagiati che, invece, sempre più numerosi, non riuscivano a sopravvivere.
Certo è che in province come Cremona, tra le più colpite dal virus, anche per noi sopravvissuti non è stato facile allontanare il sapore amaro e beffardo di quella rassicurazione, né è stato possibile avvalersi (quand’anche, davvero, avessimo voluto ipocritamente avvalerci) di quella specie di assuefazione alle tristi notizie che a volte sopraggiunge, specie in chi abita nelle grandi metropoli, con il passare dei giorni...
Uno slogan, più che un incoraggiamento, che poi, con il passare dei giorni e il succedersi dei lutti, è stato quasi del tutto sostituito dal più pragmatico “io resto a casa”.
Forse perché quelle iniziali parole di speranza suonavano menzognere per tutti quei contagiati che, invece, sempre più numerosi, non riuscivano a sopravvivere.
Certo è che in province come Cremona, tra le più colpite dal virus, anche per noi sopravvissuti non è stato facile allontanare il sapore amaro e beffardo di quella rassicurazione, né è stato possibile avvalersi (quand’anche, davvero, avessimo voluto ipocritamente avvalerci) di quella specie di assuefazione alle tristi notizie che a volte sopraggiunge, specie in chi abita nelle grandi metropoli, con il passare dei giorni...
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Massimo Vacchiano