Nuovo appuntamento con la rubrica "L'altro violino" di Roberto Codazzi
Riccardo Muti, oltre a essere un musicista che il mondo ci invidia, ha sempre combattuto battaglie a favore dell’arte e della cultura nel nostro Paese. L’ultima, in ordine di tempo, è di pochi giorni fa e riguarda la vendita a Vittorio Veneto della casa natale di Lorenzo Da Ponte, il librettista dei grandi capolavori teatrali di Mozart. “È una vergogna, parliamo di un poeta che andrebbe studiato al liceo”, ha tuonato il celebre maestro, che poi ha rincarato la dose: “In Italia si parla solo dei Maneskin, mentre si bruciano i ponti con la cultura”. Parole che non fanno una grinza e che quanto meno sono servite a portare sotto i riflettori la questione, tanto che i proprietari dell’immobile, che nel corso dei decenni era diventato anche un negozio di scarpe, hanno ringraziato il direttore d’orchestra affermando di essere disposti a sedersi attorno a un tavolo, alludendo al fatto di valutare con piacere eventuali prelazioni di acquisto da parte dello Stato, prima di rivolgersi al mercato privato. Parliamo di una casa che gli attuali possessori hanno messo in vendita a 400 mila euro, niente a che vedere con i 20 milioni di euro che il Ministero della Cultura ha stanziato per acquistare Villa Verdi a Sant’Agata, altro luogo storico finito all’asta e per il quale Muti aveva cercato di scuotere le coscienze. Va da sé che in entrambi i casi sarebbe un peccato mortale che lo Stato perdesse l’occasione di acquisire due beni legati ad altrettanti personaggi che hanno contribuito, pro quota, a fare grande l’Italia della musica e della cultura. Giuseppe Verdi è colui che “pianse e amò per tutti”, per usare le parole di D’Annunzio....
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Roberto Codazzi

