Nuovo appuntamento con la rubrica L'altro violino
Gioachino Rossini diceva di aver pianto tre volte nella vita: quando gli fischiarono la prima opera, quando sentì suonare Paganini e quando gli cadde in acqua, durante una gita in barca, un tacchino farcito ai tartufi, lui che era un noto golosone. Io - fatte le debite proporzioni - ho pianto due volte: quando ho sentito suonare Sergej Krylov alla Scala. È avvenuto il 4 aprile 2016 e pochi giorni fa, il 21 novembre 2024. Ho pianto di gioia, naturalmente, partecipando emotivamente al successo di un amico ma soprattutto di un grande violinista di cui ho seguito pressoché tutto il percorso di vita artistica. Ho pianto però anche di disappunto nella consapevolezza che un musicista del genere nel cartellone del massimo teatro italiano dovrebbe comparire ogni anno, o comunque con una frequenza ben superiore. E tuttavia, si sa, il mondo non sempre va nella direzione giusta, da tutti i punti di vista....
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Roberto Codazzi

