

Letture
Chi non conosce la Storia non può capire la politica di oggi, nè interpretare il futuro. E fra poco si va alle urne
Gentile direttore,
la Storia è la politica di ieri, la politica di oggi diventerà la Storia del domani. Quindi, chi non conosce la Storia non può capire la politica di oggi e di conseguenza dove va (andrà) la Storia di domani. Lapalissiano. Infatti non è un caso che tre decenni fa (1994) fecero sparire la Storia dalle scuole prontamente sostituita dalle esemplari e didattiche lezioni di etica e deontologia tipo Grande Fratello, Amici, et similia impartite dallo schermo… Non sia mai che i ragazzi di allora si potessero acculturare per diventare buoni cittadini, meglio coltivare generazioni di sudditi, ignari di doveri e diritti, da intruppare nelle greggi belanti ma inoffensive (per quel potere). Sparite le generazioni che studiarono la Storia, compreso il nostro Presidente della Repubblica, il problema sarebbe stato risolto. Semplice, no? Operazione completamente riuscita. Fra tre mesi andremo a votare (50% se andrà bene) e ci sarà qualcuno che si lamenterà della scarsa partecipazione alla politica e del disamore per la Cosa Pubblica (Repubblica).
la Storia è la politica di ieri, la politica di oggi diventerà la Storia del domani. Quindi, chi non conosce la Storia non può capire la politica di oggi e di conseguenza dove va (andrà) la Storia di domani. Lapalissiano. Infatti non è un caso che tre decenni fa (1994) fecero sparire la Storia dalle scuole prontamente sostituita dalle esemplari e didattiche lezioni di etica e deontologia tipo Grande Fratello, Amici, et similia impartite dallo schermo… Non sia mai che i ragazzi di allora si potessero acculturare per diventare buoni cittadini, meglio coltivare generazioni di sudditi, ignari di doveri e diritti, da intruppare nelle greggi belanti ma inoffensive (per quel potere). Sparite le generazioni che studiarono la Storia, compreso il nostro Presidente della Repubblica, il problema sarebbe stato risolto. Semplice, no? Operazione completamente riuscita. Fra tre mesi andremo a votare (50% se andrà bene) e ci sarà qualcuno che si lamenterà della scarsa partecipazione alla politica e del disamore per la Cosa Pubblica (Repubblica).
Anselmo Gusperti
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