All'estero, per banche e privati, la liuteria è un investimento. I nuovi ricchi che arriano dall'oriente sono disposti a spendere anche 200 mila euro.
Regalare un violino per Natale? Potrebbe essere un’idea originale, ma non per i cremonesi. Eppure qualcuno che sceglie lo strumento più classico della liuteria per un dono da porre sotto l’albero c’è. Sono i miliardari cinesi che da qualche tempo si vocifera non badino a spese, neppure all’ombra del Torrazzo, per assicurarsi l’oggetto dei loro sogni.
Le cifre spese sono da capogiro: si parla di strumenti da 100 mila, 200 mila euro. Verità o leggenda metropolitana che sia, la voce tra i liutai cremonesi sta girando da tempo e sono in tanti ad augurarsi che prima o poi questo Babbo Natale orientale si affacci alla porta della loro bottega. La maggior parte di questi nuovi ricchi compra il violino come un oggetto da mettere in salotto. E’ d’altronde di questi giorni la notizia di una delegazione cinese in visita alla galleria privata di villa Doria Pamphili a Roma, che chiedeva informazioni sul prezzo di un Caravaggio. Perchè allora non di uno Stradivari? Stentano a farsi avanti i russi, ma intanto Giorgio Grisales racconta di aver realizzato un violoncello per una signora svizzera che voleva un soprammobile particolare. Può capitare che si scelga un violino per fare un regalo alla moglie, che sia magari una semplice dilettante di musica, ma, più spesso, spiega Francesco Toto, sono invece turisti in vacanza ad entrare in bottega e ripartire con lo strumento sottobraccio. Si tratta, anche in questo caso, di professionisti di vario genere che suonano solo per diletto.
Di certo il violino costruito artigianalmente da un liutaio cremonese non è un oggetto da semplice regalo. Anche quando...
Le cifre spese sono da capogiro: si parla di strumenti da 100 mila, 200 mila euro. Verità o leggenda metropolitana che sia, la voce tra i liutai cremonesi sta girando da tempo e sono in tanti ad augurarsi che prima o poi questo Babbo Natale orientale si affacci alla porta della loro bottega. La maggior parte di questi nuovi ricchi compra il violino come un oggetto da mettere in salotto. E’ d’altronde di questi giorni la notizia di una delegazione cinese in visita alla galleria privata di villa Doria Pamphili a Roma, che chiedeva informazioni sul prezzo di un Caravaggio. Perchè allora non di uno Stradivari? Stentano a farsi avanti i russi, ma intanto Giorgio Grisales racconta di aver realizzato un violoncello per una signora svizzera che voleva un soprammobile particolare. Può capitare che si scelga un violino per fare un regalo alla moglie, che sia magari una semplice dilettante di musica, ma, più spesso, spiega Francesco Toto, sono invece turisti in vacanza ad entrare in bottega e ripartire con lo strumento sottobraccio. Si tratta, anche in questo caso, di professionisti di vario genere che suonano solo per diletto.
Di certo il violino costruito artigianalmente da un liutaio cremonese non è un oggetto da semplice regalo. Anche quando...
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Fabrizio Loffi



