Attualità

Un comune, una famiglia allargata

Rosella Cernuzzi: «A Motta e Solarolo non c’è tutto, ma c’è una comunità in cui ognuno si prende cura dell’altro»

È davanti al presepe di Solarolo Monasterolo, frazione di Motta Baluffi, che abbiamo incontrato Rosella Cernuzzi. Ci ha raccontato la vita di un paese che negli ultimi vent’anni è stato segnato da un destino comune a tanti altri: lo spopolamento. Tra servizi che mancano e quelli che ancora funzionano, dalla gente che se ne va a qualcuno che, invece, arriva.
In un piccolo comune come quello di Motta Baluffi, con la sua frazione, Solarolo Monasterolo, dove lei abita, quali sono i servizi a disposizione della comunità?
«Qui non ci sono scuole. C’era l’asilo, che però è stato chiuso, perché sono stati riscontrati problemi strutturali. Però è stato intercettato un bando, mi hanno detto, che consentirà di riqualificarlo sia dal punto di vista energetico che da quello sismico. Poi c’è uno sportello postale, aperto tre giorni la settimana; c’è un dispensario farmaceutico; un servizio di assistenza sociale; un taxi sociale per gli spostamenti, che viene garantito con un servizio di volontari; c’è una Protezione civile attiva; un servizio per i compiti per i bambini; e sta nascendo uno sportello digitale dedicato allo speed. Inoltre, abbiamo un mercato settimanale, e si sono anche riattivati i rivenditori ambulanti, che girano per le case a fornire vari prodotti, e sono utili soprattutto per gli anziani. C’è da dire che comunque a Motta è anche presente una rivendita alimentare. E abbiamo anche due aziende storiche, la vinicola Decordi, che risale al 1921, e la Storti Spa, che è del 1960: due realtà che hanno resistito al periodo della grande crisi e che adesso sono in espansione, che danno lavoro agli abitanti e anche a persone che arrivano dai paesi vicini»...
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