

Attualità
Task force contro il bullismo Per contrastare il fenomeno, le Istituzioni insieme con la Scuola
Una task force provinciale contro il bullismo. Secondo il professor Pietro Tinelli, presidente dell’Associazione scuole cremonesi autonome (Asca), è l’unione tra istituti la strada per affrontare non solo questo fenomeno ma anche per dare risposta alla sempre più crescente domanda di bisogni educativi speciali. In un’epoca in cui le risorse scarseggiano, l’autonomia scolastica paradossalmente porta a fare squadra.
Qual è il ruolo di Asca nel panorama locale?
«Le scuole cremonesi da circa dieci anni si sono associate per avere un peso più rilevante. Ciò consente di ottimizzare le risorse e diventare interlocutori verso le altre Istituzioni del territorio, un po’ come avviene per i Comuni con l’Anci. Le Associazioni di scuole devono però trovare un riconoscimento legislativo a livello nazionale. Ci siamo mossi anche livello regionale e con l’Amministrazione provinciale dove, con l’assessore all’Istruzione Paola Orini, si è attuato (primi in Italia) un Protocollo d’Intesa bilaterale».
«Le scuole cremonesi da circa dieci anni si sono associate per avere un peso più rilevante. Ciò consente di ottimizzare le risorse e diventare interlocutori verso le altre Istituzioni del territorio, un po’ come avviene per i Comuni con l’Anci. Le Associazioni di scuole devono però trovare un riconoscimento legislativo a livello nazionale. Ci siamo mossi anche livello regionale e con l’Amministrazione provinciale dove, con l’assessore all’Istruzione Paola Orini, si è attuato (primi in Italia) un Protocollo d’Intesa bilaterale».
Tagli, spending review e risorse scarse. Quali le ripercussioni?
«La situazione è sempre più drammatica. Non solo dal punto di vista finanziario, ma anche da quello del personale. Con una domanda di servizi sempre più elevata e complessa, la scuola si trova da sola a trovare soluzioni senza risorse finanziarie. Così, ad esclusione della disabilità certificata e dell’integrazione stranieri, in tutti gli altri campi serve la collaborazione tra istituti».
«La situazione è sempre più drammatica. Non solo dal punto di vista finanziario, ma anche da quello del personale. Con una domanda di servizi sempre più elevata e complessa, la scuola si trova da sola a trovare soluzioni senza risorse finanziarie. Così, ad esclusione della disabilità certificata e dell’integrazione stranieri, in tutti gli altri campi serve la collaborazione tra istituti».
A proposito di contenimento dei costi. Alcuni istituti hanno richiesto la settimana corta per risparmiare sul riscaldamento: è vero?
«E’ una pratica molto diffusa. All’inizio, per la verità, è nata per andare incontro alle esigenze mutate della società e delle famiglie. Adesso si aggiunge alle motivazioni anche la difficoltà economica delle Amministrazioni comunali e provinciale».
«E’ una pratica molto diffusa. All’inizio, per la verità, è nata per andare incontro alle esigenze mutate della società e delle famiglie. Adesso si aggiunge alle motivazioni anche la difficoltà economica delle Amministrazioni comunali e provinciale».
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Bibiana Sudati