

Attualità
Progetto di un nuovo inceneritore a San Rocco la conferma in un'informativa della Regione Intanto scoppia la bufera politica
E' bufera politica sul nuovo progetto di inceneritore a San Rocco. Intervento confermato da un'informativa della Regione Lombardia.
Dopo lo sfogo su Facebook dell'assessore all'ambiente Francesco Bordi e il botta e risposta con il presidente di Aem, Franco Albertoni, è il turno dell'opposizione. Il gruppo consiliare del Pd , attraverso Maura Ruggeri, chiede che si faccia chiarezza sul futuro dello smaltimento rifiuti a Cremona e sull'indirizzo votato all'unanimità il 30 settembre scorso dal Consiglio.
Dopo lo sfogo su Facebook dell'assessore all'ambiente Francesco Bordi e il botta e risposta con il presidente di Aem, Franco Albertoni, è il turno dell'opposizione. Il gruppo consiliare del Pd , attraverso Maura Ruggeri, chiede che si faccia chiarezza sul futuro dello smaltimento rifiuti a Cremona e sull'indirizzo votato all'unanimità il 30 settembre scorso dal Consiglio.
«Gli indizi di cui parlava l'Assessore Bordi - afferma Ruggeri - sembrerebbero essere confermati: la stampa infatti dà notizia di una scheda tecnica della Regione relativa ad un progetto di AEM gestioni che prevede la realizzazione di un nuovo impianto di termocombustione che dovrebbe sorgere accanto a quello attuale di cui si prevede la demolizione.
Se così è, ci chiediamo: ma il Sindaco sapeva del progetto e della trattativa aperta in Regione? Se il Sindaco non sapeva, a chi risponde AEM Gestioni? E' il Comune che indirizza il gestore o viceversa ?
Eppure l'indirizzo votato anche dal PD il 30 settembre dal Consiglio comunale recitava testualmente: "escludere interventi sull’impianto di termocombustione di via S. Rocco che richiedano, ai fini della compatibilità economica dell’intervento, un costante conferimento di rifiuti da incenerire, approvando solo progetti tesi a migliorare il funzionamento dell’impianto stesso e delle emissioni in atmosfera e chiedere al gestore analisi e valutazione di soluzioni impiantistiche del trattamento del rifiuto residuo diverse dall’incenerimento e dal conferimento in discarica.”
E' chiaro che il futuro sta in queste nuove soluzioni che già oggi alcune città , che partecipano a bandi europei, stanno sperimentando ed è altrettanto chiaro che, invece, la realizzazione di un nuovo termocombustore del costo dagli 85 ai 100 milioni di euro condizionerebbe il territorio almeno per i prossimi 20 anni
Ora tocca al Sindaco fare chiarezza: se la prospettiva del futuro per il ciclo dei rifiuti è soprattutto quella della riduzione , del riciclo e del riuso, già oggi occorre che trovi conferma una svolta chiara e coerente che permetta di andare in quella direzione».
Se così è, ci chiediamo: ma il Sindaco sapeva del progetto e della trattativa aperta in Regione? Se il Sindaco non sapeva, a chi risponde AEM Gestioni? E' il Comune che indirizza il gestore o viceversa ?
Eppure l'indirizzo votato anche dal PD il 30 settembre dal Consiglio comunale recitava testualmente: "escludere interventi sull’impianto di termocombustione di via S. Rocco che richiedano, ai fini della compatibilità economica dell’intervento, un costante conferimento di rifiuti da incenerire, approvando solo progetti tesi a migliorare il funzionamento dell’impianto stesso e delle emissioni in atmosfera e chiedere al gestore analisi e valutazione di soluzioni impiantistiche del trattamento del rifiuto residuo diverse dall’incenerimento e dal conferimento in discarica.”
E' chiaro che il futuro sta in queste nuove soluzioni che già oggi alcune città , che partecipano a bandi europei, stanno sperimentando ed è altrettanto chiaro che, invece, la realizzazione di un nuovo termocombustore del costo dagli 85 ai 100 milioni di euro condizionerebbe il territorio almeno per i prossimi 20 anni
Ora tocca al Sindaco fare chiarezza: se la prospettiva del futuro per il ciclo dei rifiuti è soprattutto quella della riduzione , del riciclo e del riuso, già oggi occorre che trovi conferma una svolta chiara e coerente che permetta di andare in quella direzione».
Sulla questione interviene a che Sel Crema, attraverso il portavoce Alvaro Dellera: «La rinnovata voglia di società come AEM Cremona che intende rilanciare l’incenerimento come formula alternativa e continuativa dello smaltimento rifiuti, si contrapporrebbe ai principi siglati dall’Europa con i paesi che ne fanno parte. Principi ispirati alle buone pratiche , al risparmio e alla tutela della salute. In tal senso serve ricordare che se il Cremasco gode di alte percentuali di raccolta differenziata tutto ciò è grazie al fatto di aver respinto molti anni fa l’idea di costruire un inceneritore proprio a Crema. La politica fatta dagli amministratori seri prenda in considerazione queste forme di ecofobia subdola e affronti l’insistenza cieca di società partecipate dal pubblico alle quali bisogna dire basta, a costo di disgregare il complesso meccanismo di enti compartecipanti, per non essere complici».
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