Perri dopo l'incontro con Malagò e Marzorati: «Vorrei lasciare qualcosa di concreto ma non possiamo fare da soli»
Alcuni giorni fa il presidente del Coni regionale, Pierluigi Marzorati, aveva offerto l’appoggio al progetto di un nuovo palazzetto dello sport a Cremona, passando però la palla al Comune. Ecco la risposta del sindaco Perri.
Ottimista. O meglio: ottimista, ma in modo cauto. Il sindaco Oreste Perri si pronuncia per la prima volta sulla possibilità di un nuovo palazzetto dello sport a Cremona. La sua paura è quella di fare il passo più lungo della gamba. Però il tavolo di lavoro sul Palazzetto si aprirà, eccome, ed è la risposta che il sindaco dà a Pierluigi Marzorati che, dalla poltrona di presidente regionale del Coni, aveva sollecitato l’amministrazione a prendere una posizione chiara.
«Il palazzetto si inserisce in una programmazione più ampia - spiega il primo cittadino - che riguarda una vera e propria cittadella dello sport. Si realizzerà se privati e pubblico faranno sistema, se si sarà capaci di cogliere l’occasione che offre Milano Expo 2015. Da solo, il Comune può fare poco. Ma con il contributo della rassegna internazionale, della Regione ma anche dei fondi europei, dei privati, con il Comune che ci mette il suo, possiamo pensarci in modo serio. Del resto si progetta a medio termine, ormai a breve termine non si fa niente, ma bisogna anche pensare e progettare il futuro».
«Il palazzetto si inserisce in una programmazione più ampia - spiega il primo cittadino - che riguarda una vera e propria cittadella dello sport. Si realizzerà se privati e pubblico faranno sistema, se si sarà capaci di cogliere l’occasione che offre Milano Expo 2015. Da solo, il Comune può fare poco. Ma con il contributo della rassegna internazionale, della Regione ma anche dei fondi europei, dei privati, con il Comune che ci mette il suo, possiamo pensarci in modo serio. Del resto si progetta a medio termine, ormai a breve termine non si fa niente, ma bisogna anche pensare e progettare il futuro».
Non ha paura, sindaco, che si ripeta la vicenda di quell’altro palazzetto, con un progetto non realizzato per il quale si sono pagate poi di cospicue penali?
«E’ una storia che è avvenuta molto prima che ci fossi io. Da parte mia posso garantire la prudenza necessaria in un periodo come questo. Apriamo un tavolo di lavoro e valutiamo con serietà tutti gli aspetti della questione».
«E’ una storia che è avvenuta molto prima che ci fossi io. Da parte mia posso garantire la prudenza necessaria in un periodo come questo. Apriamo un tavolo di lavoro e valutiamo con serietà tutti gli aspetti della questione».
I tempi potrebbero essere lunghi, probabilmente al di là del mandato di giunta?
«Sicuramente al di là perché a noi mancano pochi mesi. Ma, vede, io vorrei lasciare qualcosa di concreto. Anche se non escludo di lasciare un buon progetto, ancora sulla carta. Del resto mi fa piacere che il presidente del Coni, Malagò, continui a pensare a Cremona come ad una città-laboratorio degli impianti sportivi. “Con quei 30 mila sportivi che avete...” mi ha detto nell’ultimo incontro».
«Sicuramente al di là perché a noi mancano pochi mesi. Ma, vede, io vorrei lasciare qualcosa di concreto. Anche se non escludo di lasciare un buon progetto, ancora sulla carta. Del resto mi fa piacere che il presidente del Coni, Malagò, continui a pensare a Cremona come ad una città-laboratorio degli impianti sportivi. “Con quei 30 mila sportivi che avete...” mi ha detto nell’ultimo incontro».
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Paolo Carini

